Fuga: Melodies of Steel – Recensione

Sviluppatore: CyberConnect2 Publisher: CyberConnect2 Piattaforma: PS5 (disponibile anche per PS4) Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 39,99 € Italiano:

Allontanandosi dall’idea di rendere il giocatore eroe indiscusso di una battaglia vista come semplice cornice narrativa, Fuga: Melodies of Steel lo mette di fronte alle conseguenze drammatiche di una guerra. L’ultima fatica di CyberConnect2 traduce in formato JRPG la tragica storia di un gruppo di bambini pronti a tutto pur di riappropriarsi della propria infanzia e pur di ritrovare i propri cari dispersi. Trascinati da un gameplay lineare e guidato nella progressione, ci siamo lasciati sorprendere dalla capacità degli autori di toccare temi profondi, mantenendo una parvenza di leggerezza.

Fuga Melodies of Steel

Fuga dalla guerra

La terra di Gasco è stata invasa dall’esercito bermanico. Case distrutte, villaggi bruciati, abitanti imprigionati o uccisi, nessuno sconto. Annidatisi in una grotta per sfuggire al massacro, dei sopravvissuti dalla cittadina di Petit Mona non si aspettavano certo di trovare un gargantuesco cingolato al suo interno. Il Taranis, questo il nome del mezzo armato, rappresentava la loro via di fuga e, forse loro malgrado, anche l’unico modo per ribaltare le sorti dell’intera guerra.

Adoperandosi per imparare a usare tutte le funzioni del gigantesco carro armato, i piccoli protagonisti iniziano un lungo viaggio che li porterà a conoscere tutte le conseguenze dell’estenuante conflitto. Senza l’intenzione di edulcorare le situazioni trattate, verremo a contatto ora con schiavi in tenera età costretti a lavorare nelle miniere, ora con vagabondi in cerca di salvezza. Seppure all’insegna di dialoghi banali, spesso ridondanti e superflui, la narrativa è solida e ben integrata nel segno di un gioco di ruolo alla giapponese. Interagire con un gruppo di bambini costretti a farsi adulti di ferro inoltre, cattura e intrattiene il giocatore. A onor del vero, Fuga è il quarto episodio di un franchise più concettuale che pratico, Little Tail Bronx, comprendente altri titoli come Tail Concerto, tutti accomunati semplicemente dal minimo comune denominatore di protagonisti canini e felini antropomorfi.

Fuga: Melodies of Steel

Fuga al sicuro

Il gameplay di Fuga: Melodies of Steel è un binario lineare e automatico. Ognuno dei dodici capitoli che compongono la campagna è formato da dei percorsi prestabiliti dei quali potremmo solo scegliere la direzione in caso di biforcazione. Sarà quindi possibile optare per la direzione più sicura, ovvero costellata di scontri basilari – ogni tappa è scandita da un simbolo preciso – e risorse, o quello più pericoloso, con battaglie più estenuanti ma potenziali ricompense maggiori. Quale che sia la strada, il capolinea ci porrà di fronte al boss di turno.

L’opera di CyberConnect2 è ludicamente composta da più livelli, quello dei combattimenti e quello con elementi gestionali. Una delle fermate è infatti rappresentata dall’intermezzo, una pausa dove è consentito sbirciare all’interno del Taranis e vestire i panni dei bambini. Le mosse nell’arco di tale ambientazione hanno il limite di un numero di punti da spendere. Le attività sono svariate, come la pesca per trovare oggetti e potenziare il carro armato o le chiacchiere con i compagni, rafforzando il loro legame e facendo sbocciare degli attacchi finali combinati potentissimi. Ancora, i feriti possono riposare per un costo di cinque punti, mentre altri gestiscono una fattoria e altri ancora andare alla scoperta di oggetti lungo delle rovine, brevi istanti di esplorazione molto elementari.

Fuga: Melodies of Steel

Fuga armata a turni

Conclusi gli svaghi, è tempo di passare all’azione, in un concentrato di JRPG strategico. Sempre indirizzati da una visuale laterale a scorrimento in 2D, sono tre coppie di bambini a scendere in campo, disposti per tre distinte unità di attacco. Si trattano del cannone base, con un alto tasso di potenza ma poca precisione, la mitragliatrice, meno forte ma più indicata ai bersagli piccoli o in movimento, il lanciagranate, con media potenza e sufficiente precisione di tiro. All’apparenza semplice, il sistema nasconde invero una buona dose di complessità e stratificazione, chiedendo di calcolare e gestire vari aspetti. Il tutto congegnato con un livello di difficoltà graduale e abbastanza equilibrato, benché i più navigati potrebbero far saltare qualsivoglia sfida, dominando gli avversari nel breve tempo.

Studiando le abilità speciali dei piccoli guerrieri quanto le loro affinità, potremmo dare vita a delle sinergie devastanti in battaglia. A questo si aggiungano i possibili potenziamenti temporanei, grazie al cibo cucinato precedentemente nell’intermezzo, ma pure gli eventuali malus dati dai nemici. Se la situazione dovesse precipitare, il Taranis offre una soluzione a dir poco estrema, il cannone ad anime. Brutale esattamente come suggerisce il nome, quest’arma letale richiede un sacrificio umano (animale?), testimoniando ancora una volta quanto la guerra possa essere estrema. Procedere in questo senso influenzerà il finale dell’intera avventura.

Fuga con stile

La direzione artistica di Fuga: Melodies of Steel sembra volersi avvicinare a delle diapositive animate consunte, le quali raccontano un traumatico evento ormai lontano nel tempo. Una palette desaturata in maniera leggera accosta il gioco ai prodotti di stampo francese, con una forte prevalenza dei colori seppia e marrone. I creativi nipponici devono inoltre avere appreso la lezione dello Studio Ghibli, riservando al loro gioco un’aura sognante che ricorda i primi lavori del team.

Le musiche incalzanti accompagnano degnamente ogni momento dell’avventura, senza tuttavia farsi indimenticabili. Segnaliamo un’ottima localizzazione in italiano – il doppiaggio è in francese o in giapponese – anche se stupiscono alcuni termini su schermo lasciati nella lingua d’oltralpe. Forse per la sua natura cross-gen, forse per la tipologia di gioco, Fuga: Melodies of Steel non sfrutta le caratteristiche del DualSense.

Trofeisticamente parlando: JRPG da portare a casa

Fuga: Melodies of Steel è forse il JRPG consigliato a tutti i cacciatori di trofei. A comporre la lista che trovate sul forum PlayStationBit troviamo un totale di quarantatré trofei, divisi fra ventisei di bronzo, tredici d’argento, tre d’oro e il tanto agognato Platino. Conquistarli tutti non richiederà particolari sfide, basti pensare che per una buona parte sarà necessario semplicemente giocare e terminare la partita, cercando come possibile di migliorare il proprio equipaggiamento e altro.

VERDETTO

Fuga: Melodies of Steel è un JRPG composto da combattimenti a turni inframezzati da momenti più liberi con elementi gestionali. Allontanandosi dai tie-in che li hanno resi celebri, i ragazzi di CyberConnect2 hanno ideato un titolo che racconta le conseguenze drammatiche di una guerra, senza tirare in ballo grandi eroi e scevri dalla volontà di addolcire i temi trattati. Una scrittura forse troppo ridondante e a tratti didascalica si accompagna a una storia piacevole da seguire. Il gameplay soddisferà gli amanti del genere, proponendo un sistema solido e ben rodato, seppure con qualche imprecisione e un livello di sfida verso il basso.

Guida ai Voti

Maria Enrica
Grata dal 1994 ai videogiochi per sopperire a pigrizia e mancanza di fantasia, è stata svezzata da mamma Nintendo, allevata da Sony fin dalla prima PlayStation, cresciuta con un pad in mano e il Game Boy Advance nell'altra. Laureanda in Lettere classiche, avversa ai videogiochi in digitale, sogna per questo una casa dove custodire una collezione degna di tale nome.