System of Souls – Recensione Speedrun

Sviluppatore: Chaotic lab Publisher: Gamera Nest Piattaforma: PS4 Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 14,99 €

Il panorama dei puzzle game ogni anno si arricchisce di nuovi titoli e nuove proposte, System of Souls fa parte di questo filone, ma lui in più vuole raccontare una storia particolare. Se volete sapere qualcosa di più su questo gioco e soprattutto se i ragazzi di Chaotic Lab riusciranno nel loro intento, leggete la nostra recensione!

Non so perché ma questa l’avevo già sentita…

La storia di System of Souls non è poi così originale, ma è narrata in modo abbastanza convincente. All’inizio del gioco ci risveglieremo, in seguito di un terribile incidente automobilistico all’interno di un involucro robotico. La nostra coscienza è stata infilata a forza, e senza il nostro consenso, in un robot, così abbiamo perso i ricordi di tutta la nostra vita. Spaesati e senza possibilità di scegliere iniziamo a seguire la voce dell’IA che ci spiega la situazione e ci sottopone ad alcuni test per valutare la nostra efficienza.

Iniziano così delle prove che serviranno a farci recuperare la memoria e a capire chi siamo e come siamo finiti in questa situazione. I test saranno in gruppi di tre o quattro, e altro non sono che dei puzzle ambientali da risolvere muovendosi con fasi platform per raccogliere gli oggetti con cui attivare i vari sistemi elettrici.

Risolvere i puzzle non sarà l’unico nostro problema

I puzzle presentati da System of Souls non sono banali esercizi d’incastro delle formine. Richiederanno invece di utilizzare il cosiddetto pensiero laterale e trovare soluzioni fuori dai classici schemi. Un ottimo allenamento per i poveri neuroni stanchi e accaldati dall’afa estiva. Peccato però che l’esperienza di gioco sia minata da una ripetitività di fondo e da alcune problematiche nelle fasi platform.

system of souls recension 02

Quest’ultime infatti risulteranno ostiche e abbastanza frustranti in quanto richiedono una precisione millimetrica, purtroppo questa precisione non è supportata dal sistema di gioco. Ad esempio alcune volte dovremo saltare su piccoli pulsanti per poi rimbalzare su una piattaforma. Ma riuscire a centrare quel minuscolo aggeggio non sarà affatto facile, data anche la visuale in prima persona che non aiuta affatto. Oppure dovremo oscillare utilizzando dei cavi di energia, purtroppo la fisica di questi spostamenti lascerà parecchio a desiderare e i tentativi si moltiplicheranno. E con essi la frustrazione per il fatto di sapere come risolvere l’enigma ma non riuscire a metterlo in pratica per un sistema platform deficitario.

Il lavoro di un robot

Tecnicamente System of Souls, tralasciando i problemi già citati, è fatto molto bene. Non si sono presentati bug o problemi di frame rate e anche la grafica è accurata. Gli ambienti risultano piuttosto asettici e impersonali, ma forse era proprio l’intenzione degli sviluppatori e anche la palette di colori e gli stacchi molto netti contribuiscono a quest’atmosfera distaccata. Il sonoro è praticamente inesistente e delle musiche di fondo avrebbero sicuramente migliorato il feeling generale.

Trofeisticamente palando: una prova da automa

System of Souls vi offrirà un Platino non semplicissimo e richiederà molta attenzione per ottenerlo. Infatti conta ben trentatré trofei e prevede di finire il gioco almeno due volte per sbloccare i due diversi finali, oltre a richiedere di finire il gioco in meno di tre ore. Un altro trofeo che vi impegnerà parecchio sarà quello di raccogliere tutti i cubi di Rubik presenti(i collezionabili del gioco), cosa non facilissima dato che sono posizionati in anfratti abbastanza ostici da raggiungere.

VERDETTO

Interessante, anche se già sentita, la storia di System of Souls in cui la nostra coscienza è stipata in un robot. Risolvendo vari enigmi ambientali potremo recuperare i nostri ricordi. Peccato che la fase platform per risolvere i puzzle sia piuttosto imprecisa e difficile da gestire.

Guida ai Voti

Daniele Citerio
Lo zio "citte", avete presente quello zio strano che fa cose strane in posti strani? Arrampica pareti di roccia su alte montagne, scala le cascate di ghiaccio, fa yoga in mezzo alla spiaggia e poi, ve lo trovate in salotto attaccato alla play a giocare senza manco considerarvi? Ecco, sono io!