Sviluppatore: Media Vision Publisher: Bandai Namco Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 (Online: 1-2) PEGI: 12 Prezzo: 49,99 €

Nell’anno delle sciagure, Digimon ha vissuto una rinascita sul versante dei cartoni animati che gli ha consentito di tornare in pompa magna con il remake della prima, leggendaria avventura dei Digiprescelti a Digiworld, con animazioni talmente curate da far capire quanto Toei Animation punti al rilancio di questo marchio. E nei videogiochi? Su PlayStation 4, nel 2016, è arrivato Digimon Story Cyber Sleuth, quello che probabilmente è il miglior esponente dei mostri digitali su console. Oggetto della recensione di oggi è il secondo capitolo della saga Story, uscito nel 2018. Perché solo adesso? Perché non è mai troppo tardi per una digievoluzione!

Digimon Cyber Sleuth Hackers Memory

Toh, chi si rivede!

In quest’avventura vestiremo i panni di Keisuke, un giovane ragazzo a cui è stato rubato il proprio account digitale e che, per recuperarlo, si troverà invischiato nel mercato nero dei digimon, un’associazione illegale che maltratta e vende i mostriciattoli digitali al miglior offerente. Durante un litigio con il mercante, faremo la conoscenza di Ryuji, leader del team di hacker Hudie. Dopo un fugace incontro con Agumon, Gabumon e un Eater, Keisuke deciderà di unirsi al team Hudie per rintracciare il suo account. Oltre a Ryuji, seguito dal fido Cyberdramon, il team è composto dal migliore amico e dalla sorellina del boss: Chitose è accompagnato da Ankylomon, mentre Erika è una ragazzina che non ha alcun Digimon ma che vanta delle capacità informatiche da far invidia all’Izzy dei tempi d’oro. Keisuke verrà contattato da un misterioso e subdolo soggetto di nome K che gli rivelerà di essere a conoscenza del ladro d’identità. Il cerchio di nuove conoscenze si chiude con Yu, migliore (e unico) amico di Keisuke che fin da subito, sebbene timido, si mostra particolarmente affezionato al protagonista.

Keisuke alternerà missioni di ricerca del proprio account a richieste di soccorso che vengono filtrate dal team Hudie, in stretta collaborazione con Zaxon, per garantire la pace in EDEN. Hacker’s Memory non è un sequel, ma un titolo parallelo al primo capitolo che vedrà la stessa storia ripetersi sotto diversi punti di vista. Incontreremo nuovamente Nokia, Arata, il detective Matayoshi, Fei, Yuuko, Kishibe e tutti gli altri. Inoltre vivremo l’invasione degli Eater in EDEN sul profilo tecnico (essendo degli hacker) anziché sul profilo investigativo e scopriremo molte cose riguardanti la Sindrome di EDEN, situazione patologica che costringe l’infetto al sonno eterno a seguito della distruzione del proprio account online, impedendogli il logout.

Digimon Cyber Sleuth Hackers Memory

Mai buttare via, sempre riciclare!

A causa di questo parallelismo, Hacker’s Memory pesca a piene mani da quanto fatto nel primo capitolo. Possiamo tranquillamente affermare che si tratta, per il buon 75%, di un riciclo brutale. Tutte le ambientazioni e i dungeon (eccezion fatta per Ikebukuro, quartiere dove ha sede Hudie) saranno esattamente gli stessi del primo capitolo, sia come layout che esteticamente. Non abbiamo notato alcun upgrade grafico né tanto meno sonoro, essendo la maggior parte delle tracce le medesime e la grafica in cel-shading pressoché identica. E’ stato ampliato il roster dei digimon catturabili, sebbene la maggior parte dei digimon più potenti siano stati ripresentati. Il gameplay è rimasto identico. Lo stesso laboratorio con la stessa DigiFarm, lo stesso meccanismo di cattura con lo scan dei dati, le stesse combo, le stesse skill e le stesse animazioni.

In sostanza, Hacker’s Memory è un enorme DLC del primo capitolo, che offre una storia parallela in grado di svelare qualche mistero della lore di gioco e di conoscere meglio la personalità di alcuni soggetti fin troppo trascurati nel primo Cyber Sleuth, come Matayoshi o Fei. La formula proposta nel capitolo di apertura della saga è stata decisamente vincente, soprattutto per un appassionato del marchio Digimon, dunque riciclare interamente o quasi la struttura non è scelta sbagliata. Tuttavia è scelta che può essere interpretata come meschina, in particolar modo considerato il prezzo di lancio. Insomma: massimo guadagno con il minimo sforzo.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
6/10
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Catalizzatore di flame sul web e drogato seriale di fantacalcio, Giovanni vede il videogioco come un'espressione artistica piuttosto che come un mero intrattenimento privo di contenuti significativi. Per questo motivo, ripudia il 90% dei AAA e si tuffa sfacciatamente nel mercato indipendente, rimanendone il più delle volte scottato seppur senza rimorsi. Amante della musica di qualità, delle narrazioni articolate e di design ispirati, si è tuttavia mostrato fin dall'adolescenza ossessivamente attratto dai personaggi femminili antropomorfi, mistici o animati, universalmente conosciuti come waifu. Rappresenta orgogliosamente la vena toscana del Bit.