Pic-a-Pix Classic – Recensione

Sviluppatore: Lightwood Games Publisher: Lightwood Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 7,99 €

Ed ecco che Lightwood Games, puntualmente, rilascia uno dei titoli picross degni del proprio nome in grado di tenere i gamer incollati allo schermo per cercare di risolvere gli innumerevoli puzzle che Pic-a-Pix Classic mette loro a disposizione. Se siete amanti delle sfide, quindi, preparatevi a svariate ore di puro scervellamento e picchi isterici.

Pic-a-Pix Classic

Oh, no, ci risiamo!

Proprio quando pensavate che Pic-a-Pix Pieces fosse stato sufficiente per farvi totalmente ammattire, ecco che la casa di matrice britannica riesce a farsi trovare pronta per una tempestiva smentita. Da buon amanti del “classico”, infatti, i creatori della serie hanno deciso di riproporre decine e decine di rompicapi in un titolo che, questa volta, presenta puzzle monocromatici. Sì! Avete letto bene. Come se già non bastasse la difficoltà intrinseca del gioco a rendervi la vita impossibile, su Pic-a-Pix Classic non potrete nemmeno contare su pixel di diversi colori per giungere alla soluzione degli enigmi.

Il gioco vi permetterà fin da subito di poter scegliere fra uno dei centocinquanta livelli presenti al suo interno, facendovi selezionare puzzle di difficoltà differenti come 5×5, 10×10, 15×15, 20×15, 20×20 e 30×20. Una volta selezionato il livello vi ritroverete davanti a una griglia, come quelle dei cruciverba, per intenderci. Ai bordi, invece, sono presenti dei numeri che stanno a indicare il numero dei pixel che dovranno andare a riempire le file e le colonne a loro corrispondenti, fino al formarsi dell’immagine nascosta.

pic a pix classic

Una sola strada, mille modi per impazzire

Non c’è molta da dire per quanto riguarda la modalità di gioco Pic-a-Pix Classic: è una, ma basta e avanza per far sì che vengano spese decine e decine di ore per riuscire a risolvere tutti e centocinquanta i puzzle disponibili al suo interno. Il gioco, di per sé, è semplice e molto intuitivo fin dalle fasi iniziali, per poi diventare sempre più ostico man mano che si va avanti di livello. Mettendo insieme tutti i pixel nella maniera corretta, seguendo le indicazioni date a video, si comporrà un’immagine che decreterà la fine e il conseguente completamento del livello.

Per facilitarvi un po’ la vita, avrete anche a disposizione alcuni piccoli aiuti in-game. Premendo il tasto Quadrato potrete segnare, ad esempio, le caselle dove pensate sia possibile che vada collocato un pixel, mentre con il tasto cerchio collocherete delle X su caselle dove credete non vada inserito alcun pixel. Un ulteriore e fondamentale aiuto sarà dato anche dal tasto Triangolo, che, una volta utilizzati gli altri due aiuti precedentemente citati, vi svelerà quanti errori sono stati commessi in quel tentativo di risoluzione del puzzle.

Qualcuno ha visto il mio cervello?

Inutile dire che dopo un’abbondante sessione di gioco il vostro cervello sarà letteralmente andato a farsi benedire, sia per la difficoltà sempre crescente del titolo, sia per i sempre più piccoli e numerosi pixel che dovrete andare a inserire al posto giusto per proseguire nella vostra impresa di risolvere tutti i puzzle. Pur usufruendo di tutti gli aiuti, infatti, la risoluzione di moltissimi livelli rimarrà ugualmente ardua data la mole esponenziale di tentativi da dover fare prima di beccare le giuste posizioni. Ma con un po’ di buona volontà, un massiccia dose di fortuna e tantissima pazienza riuscirete pian piano a risolvere tutti i livelli presenti nel titolo. Sotto questo aspetto, c’è da ammetterlo, Lightwood Games ha come sempre svolto un lavoro encomiabile, riuscendo a creare un gioco in grado di garantire un elevato livello di sfida misto a una buona dose di longevità. D’altronde, si sa, se non ci fosse sfida, che picross sarebbe?

pic a pix classic

Il comparto grafico del gioco, come si può intuire dal titolo stesso, non eccelle particolarmente, anzi, forse è proprio questa semplicità e questo concept “stile Nokia 3310” a rendere Pic-a-Pix Classic accessibile a tutti.
Per quanto riguarda il comparto audio del gioco, invece, vengono proposte alcune basi musicali in stile polifonico, dando alle volte l’impressione e la bellissima nostalgia di avere fra le mani il buon vecchio Game Boy. Nel complesso, quindi, questo mix di semplicità e stile retrò parrebbe tutto sommato adattarsi alla perfezione alla tipologia di gioco che il titolo rappresenta.

Trofeisticamente parlando: a tutto pixel

In Pic-a-Pix Classic sono presenti ventiquattro trofei. Effettivamente non tantissimi, ma di certo di grande valore; oltre al tanto desiderato Platino, troviamo sei bronzi, dieci argenti e ben sette ori. La difficoltà, se così può essere definita, per il conseguimento di tutti i trofei, varia a seconda del videogiocatore che decide di cimentarsi in questa sfida. Se amate il genere e volete risolvere tutti i puzzle senza alcun aiuto, allora preparatevi a passare parecchie ore incollati allo schermo anche a causa di alcuni trofei dove è richiesto il completamento di alcuni livelli senza l’utilizzo di alcun aiuto. In caso contrario, grazie ai diversi tutorial sparsi in rete, potrete aggiungere questo Platino alla vostra bacheca senza nemmeno gettare una goccia di sudore.

VERDETTO

Se state cercando una sfida che metta in gioco le vostre capacità di risolutori di puzzle game, Pic-a-Pix Classic è sicuramente il titolo che fa per voi. Pur possedendo un concept fondamentalmente basilare, il titolo riesce a catturare l'attenzione del giocatore fino ad assuefarlo nell'intento di far apparire quell'immagine che sancirebbe il completamento del livello.

Guida ai Voti

Fabio Bellavista
Grande appassionato di musica e videogame, muove i primi passi nel mondo videoludico sin dai primi anni di vita. Coleco, Commodore 64 e Nintendo rimarranno sempre coloro che lo hanno fatto innamorare di ciò che oggi lo accompagna nella sua quotidianità.