Sviluppatore: Lightwood Games Publisher: Lightwood Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 7,99 €

Magia?

Siamo stati particolarmente critici con Fill-a-Pix: Phil’s Epic Adventure, se non altro perché mancava di personalità e faticava a conquistare il giocatore, trasformando quello che dovrebbe essere un gioco in un complicatissimo e lunghissimo esercizio mentale. Detta in altri termini, quel gioco non aveva colore, e la metafora spiega bene quel che invece troviamo di diverso in Pic-a-Pix Pieces. Non si tratta, sia chiaro, solo dell’implementazione delle diverse tinte, ma proprio della struttura di gioco, che stimola senza essere mai estremamente e gratuitamente severa.

Pur essendo partiti con un certo pregiudizio, infatti, abbiamo dovuto ricrederci di fronte all’assuefazione data dal gioco fin dalle prime battute. Gli schemi 10×10 iniziali sembrano tutto fuorché imbattibili e, mentre introducono alle meccaniche di base, iniziano a trasmettere la soddisfazione che fa da motore alla nostra voglia di procedere. Sebbene sia richiesto un ragionamento, infatti, esiste sempre un punto di partenza inconfondibile ed esiste sempre un’azione logica immediatamente successiva alla precedente, quindi si tratta solo di studiare lo schema e, per esclusione, riempire un’altra casella.

Andare per tentativi è il miglior modo per giungere al fallimento, mancare il senso del gioco e non apprezzarlo. La sfida sta proprio in questo: sfruttare gli indizi nascosti nelle sequenze di numeri e negli incroci tra righe e colonne per giungere all’unica soluzione possibile. Lo stesso che accadeva in Fill-a-Pix? No, perché là gli schemi enormi, con migliaia di caselle e molto dispersivi, davano l’impressione che noi fossimo presi per i fondelli, anziché intrattenuti. In Pic-a-Pix Pieces si realizza invece quella magia che rende questa forma di enigmistica accessibile anche all’utenza videoludica, in particolare a quella in mobilità grazie alla versione PlayStation Vita, e che potrebbe far nascere la passione del picross anche in chi prima non ne sapeva nulla.

Non manca il rischio frustrazione, soprattutto nelle griglie più estese e nelle figure finali, ma esiste un crescendo di difficoltà che consente a chiunque di approcciarsi con piacere all’esperienza del picross. Nelle fasi iniziali, insomma, il divertimento e il coinvolgimento sono assicurati, anche grazie a una comoda funzione di correzione che può toglierci d’impiccio nei momenti di smarrimento.

Dal punto di vista della grafica c’è poco da segnalare. Pic-a-Pix Pieces non è molto accattivante e sembra di trovarsi di fronte a pagine di una rivista di enigmistica, con la griglia a occupare lo schermo e un lato riservato alla selezione dei colori. Buone le immagini in pixel art pensate dai professionisti di Conceptis, tanto più via via che aumenta il numero di parti che le compongono. Carine le musichette d’intrattenimento, non memorabili ma neanche troppo fastidiose.

Trofeisticamente parlando: un Platino da ricomporre

I venticinque trofei di Pic-a-Pix Pieces sono forse pochi, ma estremamente preziosi. Ottenere il Platino richiederà di completare tutte le venti figure, il che può essere ottenuto legittimamente o sfruttando le soluzioni offerte nella nostra guida. Gli altri trofei sono legati all’ottenimento di medaglie, ossia al completamento di uno o più schemi senza mai usare la funzione di correzione.