Spellspire – Recensione

Sviluppatore: 10tons Ltd. Publisher: 10tons Ltd. Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita, Mobile) Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 9,99 €

Ricordate Scarabeo, quel gioco da tavolo dove ogni giocatore pescava delle lettere e doveva creare la parola più lunga e complessa che ci venisse in mente? Perfetto, Spellspire è una riproposizione moderna di quel gioco, inserito in un contesto ruolistico fra i più classici.

Il maghetto sfigato

Il nostro personaggio sarà un mago nano alle prime armi, con gli occhiali da vista. Lo scopo del gioco è scalare una torre composta da 100 piani, ognuno dei quali presenterà una sfida differente. Il nostro maghetto avrà una barra della salute, e impugnerà una bacchetta che infliggerà danni ai nemici che ci ostacoleranno la scalinata verso la cima della torre.

Ogni volta che entreremo in un piano, ci verranno assegnate 10 lettere (non obbligatoriamente differenti fra di loro), e noi dovremo costruire la parola più lunga che ci viene in mente. Più lunga sarà la parola, più danni infliggeremo ai nemici che si porranno fra noi e la fine del livello.

Ogni nemico ha le sue caratteristiche: barra della salute, resistenze e debolezze elementali, effetti collaterali e, soprattutto, tempo che intercorre fra un attacco e l’altro. Sta qui la vera difficoltà del gioco, poiché ogni nemico avrà un timer dopo l’esaurimento del quale eseguirà il proprio attacco infliggendoci dei danni (spesso fatali). Noi dovremo quindi comporre parole sufficientemente lunghe per sconfiggerlo prima che si esaurisca il timer – alla fine, anche nello Scarabeo c’era la famosa clessidra da un minuto, no?

La componente ruolistica

Come già citato, Spellspire è abbondantemente pervaso da componenti tipiche dei giochi di ruolo. I nemici sconfitti lasceranno infatti cadere monete d’oro e, a volte, degli oggetti consumabili dai vari effetti (esempio: palla di fuoco che infligge danno, congela il timer nemico, formula automaticamente la parola più lunga costruibile con le lettere date e così via).

Con i soldi, il giocatore potrà acquistare nuovo equipaggiamento, in particolare cappelli, tuniche e bacchette. Salendo la torre e completando particolari sfide che ci richiederanno di completare nuovamente tutti i livelli senza subire danni, il negozio di oggetti si amplierà e potremo potenziare il nostro personaggio. Ogni oggetto difensivo garantisce più punti vita e un effetto aggiuntivo, come l’immunità al primo danno subito o a dati elementi, mentre le bacchette saranno caratterizzate da un danno elementale. Inoltre, potremo spendere soldi per far salire di livello gli oggetti, aumentandone quindi i bonus.

The pen is on the table

Purtroppo, il gioco è presente solo in lingua inglese. I “dialoghi” del gioco e quelle poche cose da leggere come gli effetti degli oggetti sono molto semplici, ma è il gameplay puro e crudo a risentirne. Costruire parole assurde sarebbe stato già difficile in lingua italiana, figuriamoci in una lingua che, comunque, non padroneggiamo (è esattamente lo stesso problema di Letter Quest: Grimm’s Journey Remastered, se vi ricordate di cosa stiamo parlando).

Il timer che ci obbligherà a prendere decisioni rapide ci spingerà quasi inevitabilmente a proseguire la nostra camminata con parole come “But”, “Time”, “Dog”, “House” e simili. Condannandoci a una morte tristissima già ai primi piani della torre. In poche parole, è richiesta una grande conoscenza lessicale della lingua inglese. Sono chiaramente utilizzabili i due “trucchi” del plurale e del participio. “House” e “Houses” sono due parole differenti, così come “Slay” e “Slayed”.

Presente anche su Android, iOS e Windows

Avete capito bene, carissimi lettori, Spellspire è presente anche per dispositivi mobili, e il suo prezzo non è assolutamente di 9,99 euro, e neanche poco inferiore… Spellspire è gratuito. Essendo il porting su PlayStation 4 praticamente ininfluente sulle dinamiche del gioco, riteniamo altamente ingiustificato il prezzo del titolo (per niente simbolico) su console. Pecca enorme.

Questo particolare lo si evince anche dalla qualità grafica e sonora del titolo, non certo all’altezza della piattaforma Sony. Se la grafica pur essendo semplice e priva di dettagli riesce nel suo intento, le tracce musicali e gli effetti sono davvero scadenti e poco coinvolgenti. Personalmente ho contato quattro tracce musicali. Quattro.

E quando arrivi in cima alla torre che succede?

Non vogliamo spoilerarvi le poche cose che questo titolo presenta, ma potrete ben immaginare quale sarà il boss finale, essendo un titolo d’impronta ruolistica occidentale. In ogni caso, arrivati in cima, la vostra avventura non terminerà definitivamente sia per la presenza delle già citate sfide per ognuno dei 100 livelli già affrontati, sia per l’immancabile post-game tipico dei GDR.

Trofeisticamente parlando: adesso ci vedo… adesso posso combattere!

Questa applicazione (perché così possiamo e forse dobbiamo definirla), oltre ad avere una lista trofei di tutto rispetto, vanta addirittura la presenza del Platino. Poco possiamo dirvi se non che la lista è presente sul nostro sito e che, per arrivare al tanto agognato Platino, ottenuto al momento da pochissimi utenti, dovremo oltre che completare il gioco e tutte le sfide, realizzare “mosse” quali ad esempio scrivere una parola di 10 lettere senza l’ausilio di oggetti, o scoprire la metà delle parole di una data combinazione di lettere. Insomma, ci sarà da lavorare, soprattutto nel complesso e frustrante post-game.

VERDETTO

L'idea di fondo di Spellspire è semplice ma efficace, e la componente ruolistica garantisce una longevità altrimenti irraggiungibile a causa della monotonia del "gameplay". E' un buon passatempo che tuttavia si addice maggiormente a delle applicazioni da cellulare che a una console, tant'è che lo stesso titolo è scaricabile gratuitamente su dispositivi mobili. Il gioco e piacevole e ve lo consigliamo per passare un po' di tempo mentre aspettate l'autobus o nelle ore di lezione a scuola poco interessanti, ma non vale il prezzo richiesto sul PlayStation Store.

Guida ai Voti

Giovanni Paolini
Catalizzatore di flame sul web e drogato seriale di fantacalcio, Giovanni vede il videogioco come un'espressione artistica piuttosto che come un mero intrattenimento privo di contenuti significativi. Per questo motivo, ripudia il 90% dei AAA e si tuffa sfacciatamente nel mercato indipendente, rimanendone il più delle volte scottato seppur senza rimorsi. Amante della musica di qualità, delle narrazioni articolate e di design ispirati, si è tuttavia mostrato fin dall'adolescenza ossessivamente attratto dai personaggi femminili antropomorfi, mistici o animati, universalmente conosciuti come waifu. Rappresenta orgogliosamente la vena toscana del Bit.