Borderlands 2 – Recensione

Sviluppatore: Gearbox Publisher: 2K Games Piattaforma: PS3 (disponibile anche per PS4) Genere: FPS Giocatori: 1-2 (Online: 1-4) PEGI: 18 Prezzo: 29,99 €

Dopo aver resuscitato il vecchio Duke Nukem con un gioco a lui dedicato e fin troppo maltrattato dalla critica, Gearbox Software di Randy Pitchford torna a dedicarsi al suo brand di maggiore successo: Borderlands. Uscito nell’ormai lontano 2009, il primo capitolo della saga aveva superato ogni aspettativa di successo grazie a un originale mix di elementi FPS e RPG unito a un sistema di looting che ha reso famosa la saga di Diablo e a un’atmosfera post-apocalittica alla Fallout, il tutto condito con una buona dose di cel-shading e un contorno di folle ironia. Sulla scia di un tale successo di vendite un seguito era scontato, e ora che possiamo provare con mano il risultato di tre anni di lavoro la domanda è: pallida operazione commerciale o capolavoro degno dell’olimpo dei videogiochi?

 Bentornati su Pandora!

Premessa: il primo Borderlands non aveva una trama degna di questo nome. Si sceglieva un personaggio senza un background particolarmente profondo alle spalle, ci si immergeva in un pianeta inospitale popolato da (molti) nemici e (pochi) alleati con l’unico scopo di trovare una cripta, aiutati da un’amichevole voce femminile che risuonava nella nostra testa. Il finale lasciava più dubbi che risposte e per quanto esso si trovasse alla fine di un percorso dannatamente lungo e divertente, il giocatore restava un po’ con l’amaro in bocca e con la sensazione che gli sviluppatori non siano riusciti a trovare una degna conclusione alle aspettative che avevano generato. Consci di questi difetti, la software house di Pichford ha deciso di dedicare molta più attenzione alla trama affidando il compito al giornalista videoludico Anthony Burch, capace di dare vita a personaggi e situazioni uniche ed esilaranti, così da regalare al seguito quel tocco di classe che era mancato al primo capitolo. Nel filmato iniziale il narratore ci descrive la premessa della nostra avventura: in seguito all’apertura della prima cripta (indovinate per mano di chi?) sul pianeta sono comparse tracce di Eridium, un minerale preziosissimo che ha attirato l’attenzione dell’ Hyperion Corporation, che scavando in cerca del prezioso materiale ha portato alla luce l’esistenza di una seconda cripta.

Il capo della corporazione, Jack il Bello, non solo si è autoattribuito il merito dell’apertura della prima cripta, ma ha anche preso il controllo di Pandora deciso a trovare la seconda e a sbarazzarsi di tutti i cercatori che si metteranno sulla sua strada. Dopo un rocambolesco approdo sul pianeta il gioco ci chiederà di scegliere il nostro eroe tra 4 personaggi disponibili, Maya la Siren, Salvador il Gunzerker, Axton il Commando e Zero l’assassino, ognuno dotato di abilità specifiche potenziabili che modificheranno in larga misura il nostro stile di gioco durante tutto il corso dell’avventura. Nel nostro girovagare per Pandora incontreremo molte facce note e dei veri e propri cattivoni che cercheranno di ucciderci con qualunque mezzo, ma il tutto è sottolineato da una così sapiente ironia che non potremo fare a meno di affezionarci a tutti gli esseri che incontreremo, dal più grosso bastardone armato di shotgun lanciarazzi al più piccolo dei nanetti kamikaze che ci verranno incontro pronto per farsi esplodere.

Dal punto di vista del gameplay, la formula utilizzata come già detto è la stessa, vincente, del primo capitolo: a fianco della missione principale il nostro eroe dovrà compiere decine di missioni secondarie in perfetto stile gioco di ruolo e le ricompense comprenderanno esperienza utile a salire di livello e armi, quest’ultime il vero fulcro e segreto di tanto successo del brand. Difatti ogni bocca da fuoco sarà unica e inimitabile, grazie a dei parametri quali danni, velocità di fuoco, precisione, colore, effetti elementali aggiuntivi che verranno generati casualmente di volta in volta così da creare combinazioni quasi infinite di strumenti di morte, e cercare sempre un’arma migliore diventerà la chiave di volta per proseguire nel nostro percorso senza rischiare di soccombere appena girato l’angolo dato che, come noi, anche i nemici cresceranno di livello e opporranno una sempre maggiore resistenza.

Livellare il proprio personaggio diventa perciò il vero motivo che ci spingerà a tenere accesa la console un numero altissimo di ore fino ad arrivare alle 40 fatidiche che verranno mediamente impiegate per ultimare il titolo. Tuttavia il fattore rigiocabilità non è da sottovalutare considerando la possibilità di ricaricare il blocco e ricominciare una nuova avventura con lo stesso personaggio e nemici già potenziati, con l’unico scopo di progredire sempre più il suo sviluppo.

Borderlands 2.0

Gli sviluppatori hanno inserito non solo un albero delle abilità nel quali impiegare i preziosi punti abilità per ogni livello raggiunto, ma anche un nuovo sistema dei “punti duro”, cioè punti speciali ottenibili con il superamento di determinati obiettivi che potranno essere utilizzati per migliorare in piccola percentuale particolari abilità a nostra scelta. Sebbene all’inizio possa sembrare che tale sistema non modifichi più di tanto l’esperienza di gioco, in realtà è uno strumento fondamentale per il fattore divertimento in quanto avremo in qualunque momento la sensazione che non sarà mai inutile. Evidente è l’intenzione degli sviluppatori di offrire al pubblico uno svago sano e ignorante grazie a precise scelte di gameplay quali l’inesistente “game over”, grazie al sistema di rigenerazione e l’assenza di danni da caduta, elemento fondamentale durante l’esplorazione del mondo di gioco. L’intelligenza artificiale dei nemici si attesta su ottimi livelli, spesso verremo circondati dagli avversari che cercheranno di metterci in trappola e di stanarci lanciando granate e non potremo mai sentirci al sicuro anche a causa dei nanetti kamikaze che dovremo stare attenti a evitare soprattutto con l’udito, dato che nella concitazione del momento non sarà facile individuarli immediatamente.

Pandora è un pianeta molto vasto ma non dovremo girarlo tutto a piedi, torna infatti il sistema Catch a Ride, un generatore automatico di mezzi quattro ruote dotate di mitragliatrice e lanciarazzi, utili se non indispensabili in alcuni momenti per proseguire nell’avventura.
La difficoltà del gioco è abbastanza altalenante, in alcuni momenti procederemo facilmente mentre altre volte dovremo resistere alla tentazione di scagliare il DualShock 3 contro lo schermo, ma per fortuna torna il “combatti per la vita”, il meccanismo grazie al quale al momento dell’esaurimento della barra vitale non vedremo scattare immediatamente il decesso (con conseguente rigenerazione al più vicino checkpoint a costo di una non trascurabile percentuale del nostro denaro) ma avremo a disposizione alcuni istanti per uccidere un nemico qualsiasi e riottenere così una seconda possibilità. Fidatevi, questo sistema vi salverà più volte dalla frustrazione.

La grafica in cel-shading è davvero magnifica, migliorata rispetto al primo Borderlands, e il dettaglio che colpisce di più anche all’occhio meno attento è lo sconfinato campo visivo, paragonabile per vastità al blasonato Fallout 3.Gli unici difetti riscontrabili si trovano in alcune texture non troppo definite se osservate da vicino e sporadici freeze del sistema dalla durata di un secondo, difetti che comunque verranno probabilmente cancellati con delle patch successive. Menzione d’onore va alle animazione dei personaggi; personalmente questo è un fattore che tengo molto in considerazione negli FPS e Borderlands 2 non delude: sebbene la grafica da cartone animato possa far apparire il contrario, sentiremo davvero il dolore provato dai nostri nemici quando li vedremo disintegrarsi contro un nostro razzo o granata e proveremo grande soddisfazione nel far saltare le teste con precisi headshot.

Il doppiaggio in italiano è davvero ben fatto e capiterà molto spesso di sorridere o addirittura di farsi grassi risate di fronte a demenziali o geniali battute dei comprimari e dello spassosissimo Claptrap. Fattore fondamentale che ha decretato il successo del titolo è senza dubbio la cooperativa: il gioco ci permette di affrontare la nostra avventura con un amico in split screen (orizzontale o verticale a scelta nelle opzioni) o in quattro online. Ovviamente in compagnia Borderlands dà il meglio di sé ma attenzione, la generazione casuale di oggetti non è equamente ripartita tra i partecipanti alla sessione perciò molto spesso si verificheranno scontri per accaparrarsi le armi migliori, ma in caso di controversie i giocatori potranno sfidarsi in duello per stabilire una volta per tutte chi è il più forte. E’ importante sottolineare che il mondo di gioco si adatterà alle peculiarità del giocatore Host perciò un player di livello basso non avrà alcuna possibilità contro dei nemici di livello alto, e questo offre ai giocatori la possibilità di livellare velocemente il proprio personaggio approfittando degli altri giocatori del web, perdendo tuttavia gran parte del divertimento.

VERDETTO

Borderlands 2 riconferma quanto di buono presente nel precedente capitolo: tutto è più grande, più forte, più "cazzuto", passatemi il termine, e di conseguenza più divertente. Chi ha già amato il primo può e anzi deve procedere all'acquisto di quest'ultima produzione Gearbox, mentre per chi non ha mai potuto provare le gioie offerte da Pandora consiglio di non farsi scappare questa perla videoludica così ricca di carisma e ironia. Borderlands 2 è uno di quei giochi che provocano dipendenza e che non verranno tolti dalla vostra Playstation finché non vi sarete consumati i pollici a forza di macinare livelli ed esplorare ogni angolo del pianeta. Forse in un probabile terzo capitolo qualcosa dovrà cambiare per mantenere alto l'interesse dei giocatori, ma per il momento non possiamo che promuovere a pieni voti un mix così sapiente di carisma e ironia.

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