Publisher: 2K Games Developer: Gearbox
Piattaforma: PS3 Genere: FPS Giocatori: 1-2 (online:1-4) PEGI: 18

Dopo aver resuscitato il vecchio Duke Nukem con un gioco a lui dedicato e fin troppo maltrattato dalla critica, Gearbox Software di Randy Pitchford torna a dedicarsi al suo brand di maggiore successo: Borderlands. Uscito nell’ormai lontano 2009, il primo capitolo della saga aveva superato ogni aspettativa di successo grazie a un originale mix di elementi FPS e RPG unito a un sistema di looting che ha reso famosa la saga di Diablo e a un’atmosfera post-apocalittica alla Fallout, il tutto condito con una buona dose di cell shading e un contorno di folle ironia. Sulla scia di un tale successo di vendite un seguito era scontato, e ora che possiamo provare con mano il risultato di 3 anni di lavoro la domanda è: pallida operazione commerciale o capolavoro degno dell’olimpo dei videogiochi?

Benvenuto Cowboy!

 Bentornati su Pandora!

Premessa: il primo Borderlands non aveva una trama degna di questo nome. Si sceglieva un personaggio senza un background particolarmente profondo alle spalle, ci si immergeva in un pianeta inospitale popolato da (molti) nemici e (pochi) alleati con l’unico scopo di trovare una cripta, aiutati da un’amichevole voce femminile che risuonava nella nostra testa. Il finale lasciava più dubbi che risposte e per quanto esso si trovasse alla fine di un percorso dannatamente lungo e divertente, il giocatore restava un po’ con l’amaro in bocca e con la sensazione che gli sviluppatori non siano riusciti a trovare una degna conclusione alle aspettative che avevano generato. Consci di questi difetti, la software house di Pichford ha deciso di dedicare molta più attenzione alla trama affidando il compito al giornalista videoludico Anthony Burch, capace di dare vita a personaggi e situazioni uniche ed esilaranti, così da regalare al seguito quel tocco di classe che era mancato al primo capitolo. Nel filmato iniziale il narratore ci descrive la premessa della nostra avventura: in seguito all’apertura della prima cripta (indovinate per mano di chi?) sul pianeta sono comparse tracce di Eridium, un minerale preziosissimo che ha attirato l’attenzione dell’ Hyperion Corporation, che scavando in cerca del prezioso materiale ha portato alla luce l’esistenza di una seconda cripta. Il capo della corporazione, Jack il Bello, non solo si è autoattribuito il merito dell’apertura della prima cripta, ma ha anche preso il controllo di Pandora deciso a trovare la seconda e a sbarazzarsi di tutti i cercatori che si metteranno sulla sua strada. Dopo un rocambolesco approdo sul pianeta il gioco ci chiederà di scegliere il nostro eroe tra 4 personaggi disponibili, Maya la Siren, Salvador il Gunzerker, Axton il Commando e Zero l’assassino, ognuno dotato di abilità specifiche potenziabili che modificheranno in larga misura il nostro stile di gioco durante tutto il corso dell’avventura. Nel nostro girovagare per Pandora incontreremo molte facce note e dei veri e propri cattivoni che cercheranno di ucciderci con qualunque mezzo, ma il tutto è sottolineato da una così sapiente ironia che non potremo fare a meno di affezionarci a tutti gli esseri che incontreremo, dal più grosso bastardone armato di shotgun lanciarazzi al più piccolo dei nanetti kamikaze che ci verranno incontro pronto per farsi esplodere.

Preferite il personaggio grosso e cattivo? Lui è perfetto.

Dal punto di vista del gameplay, la formula utilizzata come già detto è la stessa, vincente, del primo capitolo: a fianco della missione principale il nostro eroe dovrà compiere decine di missioni secondarie in perfetto stile gioco di ruolo e le ricompense comprenderanno esperienza utile a salire di livello e armi, quest’ultime il vero fulcro e segreto di tanto successo del brand. Difatti ogni bocca da fuoco sarà unica e inimitabile, grazie a dei parametri quali danni, velocità di fuoco, precisione, colore, effetti elementali aggiuntivi che verranno generati casualmente di volta in volta così da creare combinazioni quasi infinite di strumenti di morte, e cercare sempre un’arma migliore diventerà la chiave di volta per proseguire nel nostro percorso senza rischiare di soccombere appena girato l’angolo dato che, come noi, anche i nemici cresceranno di livello e opporranno una sempre maggiore resistenza. Livellare il proprio personaggio diventa perciò il vero motivo che ci spingerà a tenere accesa la console un numero altissimo di ore fino ad arrivare alle 40 fatidiche che verranno mediamente impiegate per ultimare il titolo.Tuttavia il fattore rigiocabilità non è da sottovalutare considerando la possibilità di ricaricare il blocco e ricominciare una nuova avventura con lo stesso personaggio e nemici già potenziati, con l’unico scopo di progredire sempre più il suo sviluppo.

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