Publisher: 2K Games Developer: 2K Australia, Gearbox Software
Piattaforma: PS3 Genere: FPS Giocatori: 1-2 (Online:1-4) PEGI: 18

Di questi tempi non è facile vedere videogiochi sia innovativi, sia capaci di fare breccia nel cuore della massa dei giocatori di tutto il mondo. Escludendo infatti il mondo dei titoli indie, le grandi case distributrici preferiscono quasi sempre andare sul sicuro e riproporre seguiti di brand già affermati, con la sicurezza quasi matematica di fare cassa, spesso a discapito della qualità e dell’originalità. Con questa premessa torniamo oggi a parlare del terzo capitolo della saga di Borderlands, brand che nel 2009 era riuscito a scuotere lo statico mondo degli FPS, proponendo un gameplay e un’alchimia capace di conquistare milioni di accaniti fan in tutto il globo.La scelta di uscire solo su old-gen (potendo così contare su una solida base di unità di console installate e contenendo i costi di sviluppo), il passaggio degli sviluppatori da Gearbox ai ragazzi di 2K Games, tutto sembra far pensare a una studiata operazione commerciale più che a un’opera frutto della passione per il media videoludico. Riuscirà la nostra avventura su Elpis a smentire i nostri pregiudizi? Scopritelo insieme a noi!

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Borderlands offre sempre atmosfere uniche.

Borderlands 1.5

Come da titolo, cronologicamente parlando Borderlands: The Pre-Sequel si pone a metà fra il primo capitolo e il secondo e narra, attraverso il racconto in flashback di Athena, l’ascesa di Jack il Bello e di come essa sia stata favorita dalla vostra attività di galoppino-cercatore della cripta. Come sappiamo la trama non è mai stata un elemento fondamentale nella saga di Borderlands, e The Pre-Sequel non fa eccezione, infatti nonostante la presenza di momenti interessanti, il divertimento è da ricercare nelle meccaniche di gioco e crescita del personaggio. La struttura del titolo è la medesima dei predecessori: una volta scelto uno dei quattro personaggi disponibili, ognuno dotato di caratteristiche e abilità peculiari, si viene lanciati nel vivo dell’azione, pronti a spaccare e disintegrare tutto ciò che si muove, con l’aiuto delle infinite varietà di bocche da fuoco generate casualmente, vero marchio di fabbrica del brand. Purtroppo, nonostante il tutto risulti ancora molto divertente, la sensazione di stanchezza e di già visto è lampante fin dal primo momento di gioco, ma fortunatamente a rimediare intervengono le nuove meccaniche ambientali, giustificate dalle leggi fisiche della Luna di piccole dimensioni su cui ci troveremo.

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Un’ arma e una buona dose di incoscienza è tutto quel che serve!

Su Elpis non vi è ossigeno e la gravità è depotenziata. Questo si traduce da una parte nella possibilità di spiccare salti come fossimo dei novelli astronauti e quindi di sviluppare verticalmente il territorio di gioco, e dall’altra parte nell’introduzione dei Kit Os, oggetti equipaggiabili come degli scudi, ognuno con le proprie caratteristiche e che permettono di non rimanere a corto di ossigeno e di effettuare sprint aerei e violente schiacciate a terra, danneggiando tutto ciò al di sotto di noi.

Con l’ossigeno che scende di secondo in secondo bisognerà sempre stare attenti a ricaricare i nostri kit, attraverso fiale rilasciate dai nemici sconfitti, appositi safe-point a gravità ripristinata oppure numerosi geyser presenti su tutta Elpis, aggiungendo un elemento di tensione costante che aggiunge pathos a tutta l’avventura. Interessante inoltre notare che i Kit Os possono garantire bonus a determinate categorie di armi a seconda di trovarsi a gravità zero o ripristinata, garantendo così una profondità di gameplay che nei titoli precedenti era del tutto assente.
Ricordiamo infine che gli sviluppatori hanno voluto premiare i vecchi fan della serie: la presenza di salvataggi dei capitoli precedenti sulla vostra console garantirà fin dall’inizio dei bonus riguardo armi e potenziamenti, utilissimi soprattutto all’inizio dell’avventura.

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Credo che questi due difficilmente si accontenteranno di un bell’osso!