Publisher: Sony Computer Entertainment Developer: Evolution Studios
Piattaforma: PS3 Genere: Racing Release Date: 16 Marzo 2011

La serie MotorStorm è di nascita relativamente recente, stiamo parlando del 2007 in Europa, ed è sempre stata vincolata alle console Sony. Il primo capitolo, ambientato nell’imponente Monument Valley, giunse sugli scaffali in concomitanza con PlayStation 3, tanto da affermarsi come il migliore tra i titoli di lancio disponibili per la console.

Un anno e qualche mese dopo abbiamo conosciuto MotorStorm: Pacific Rift, sempre sviluppato dai ragazzacci di Evolution Studios, ma ambientato in un’isola dell’Oceano Pacifico, come facilmente deducibile dal titolo. Si trattava di un “more of the same”, con l’aggiunta dei doverosi miglioramenti – un online più stabile, una grafica migliore, più piste, l’introduzione di un nuovo mezzo, il Monster Truck, e il supporto dei tanto cari trofei.

C’è infine un terzo capitolo, sicuramente il meno indimenticabile, ambientato nei pressi del Circolo Polare: MotorStorm Arctic Edge, nato su PSP e poi convertito anche su PS2. Il gioco manteneva tutti i tratti tipici della serie, ma era palese come mancasse la mano dei propri creatori (il gioco infatti è stato solo supervisionato da Evolution Studios, ma sviluppato da BigBig Studios) e soprattutto come il brand MotorStorm non fosse stato concepito per il gioco portatile.

Ma che cosa è MotorStorm, per chi non abbia mai avuto la fortuna di giocarlo? MotorStorm è un gioco di guida che vede sette, otto o più categorie di veicoli diverse – da Motociclette a Tir, da Quad a Pick-up – darsele di santa ragione in gare il più delle volte da sedici concorrenti. Il sistema di controllo è un ibrido tra quello di Sega Rally e Gran Turismo, se avete abbastanza fantasia per immaginarvelo, ossia un sistema di guida definibile come “immediatamente divertente, ma dannatamente ostico per chi vuole competere ai massimi livelli”, che richiede un uso spasmodico del turbo – evitando il surriscaldamento del motore – e del freno a mano, per consentire curve al limite del credibile… o anche due passi oltre.
Il fulcro del gioco offline è il “Festival”, ossia una sorta di riunione di ubriaconi scalmanati e un po’ folli, manco fosse l’Ocktober Fest. Questo è sostanzialmente costituito da una serie di eventi di difficoltà crescente che metteranno alla prova il giocatore, tra un’esplosione e una sverniciata ai danni degli avversari: negli ultimi livelli le gare da vincere saranno davvero toste, tanto a aver portato molti utenti a gettare la spugna prima della fine.

Uno dei difetti che sono sempre stati imputati alla serie è la monotonia di fondo, dal momento che il gioco non offre altro se non gare, gare e ancora gare: solo con il secondo capitolo c’è stata qualche variazione sul tema, con prove a tempo e ad eliminazione.
A fare da piacevole alternativa subentra il già citato gioco online che, come avrete capito, è tra i più divertenti disponibili sulla piazza: se giocate con gli amici e con un’auricolare bluetooth, vi aspettano ore e ore di risate. Seppure anche questo soffra di mancanza di modalità, il ritmo indiavolato fa sì che i giocatori si divertano come matti.
Rimangono infine da citare una modalità “Attacco al tempo” e poco altro, giusto a fare da contorno. La sensazione è quella di trovarsi di fronte a un cabinato SEGA, uno di quelli giusti, di quelli che non si vedono più, con il giocatore che a livello di modalità può scegliere poco e niente, se non giocare, giocare e giocare ancora.

Queste sono le premesse che si antepongono all’uscita di MotorStorm Apocalypse, ritornato (finalmente) nelle mani del proprio creatore, Evolution Studios, che giusto per la cronaca è anche compagno di merende di Studio Liverpool, sviluppatore del mitico Wipeout HD, “Re del PlayStation Store”.

Il terzo capitolo casalingo manterrà tutto quel che di buono c’era nei precedenti episodi, portando all’estremo le dinamiche di gioco. La più evidente è la location scelta: una Metropoli selezionata probabilmente sull’onda del successo di due altri giochi di guida arcade che ci hanno accompagnato sul finire dello scorso anno, Split/Second e Blur. Dal primo si è preso spunto anche per un altro fattore, ossia l’esistenza di fattori esterni capaci di influire sull’esito della gara: a fare da terzo incomodo ci saranno scosse di terremoto e colpi di armi da fuoco provenienti dai mercenari che si stanno contendendo i viveri rimasti in seguito alla catastrofe che si è abbattuta sulla città, tutti imprevisti che aumenteranno ancora di più il ritmo delle gare e, soprattutto, avverranno in tempo reale, modificando incessantemente i circuiti su cui si accenderà la competizione.

A queste innovazioni di carattere strutturale ne subentrano altre di carattere meramente numerico, diffuse sempre per voce degli sviluppatori che stanno ultimando il gioco: in questo capitolo le classi disponibili saranno ben tredici, si aggiungeranno a quelle già esistenti superauto, muscle car, superbike e chopper, con la naturale eliminazione delle motoslitte, che per forza di cose sul cemento non possono andare! I giocatori online passeranno da dodici a ben sedici, mentre sarà riconfermato lo split-screen a quattro giocatori.
A livello grafico e sonoro ci aspettiamo tanti miglioramenti e perfezionamenti, piuttosto che delle rivoluzioni, un po’ perché del sano rock misto a qualche pezzo di musica elettronica, come è stato fino ad ora, ci piace tanto, oltre ad adattarsi così bene al clima del gioco, e un po’ perché, come già detto, la grafica era già ottima all’uscita del primo capitolo (il fango, ragazzi, andatevi a vedere come era fatto il fango!). Qualche rimaneggiamento meriterebbe invece la fluidità dei fotogrammi su schermo, poiché nel secondo capitolo il motore grafico cominciava a dare segni di cedimento nelle fasi più concitate della partita, per quanto piuttosto episodici (quando i piloti volavano, e le relative Dune Buggy venivano smembrate vive dai Monster Truck, per intenderci).
Verrà certamente mantenuta e potenziata anche una feature di Arctic Edge, inedita su PlayStation 3: la possibilità di modificare con aerografie, adesivi e vernici i propri mezzi. Ora la community e gli amici potranno mettere in mostra i propri bolidi fino ad arrivare al punto di scambiarseli. Come sempre, il supporto con patch ed espansioni sarà onnipresente anche dopo l’uscita del gioco, come già avvenuto in precedenza.
A fare da ciliegina sulla torta troveremo il 3D, per i giocatori in possesso di una televisione che lo supporta, e una storia che accompagnerà qualcuno dei piloti e ci farà scoprire meglio il suo background: molto probabilmente ci dovremo aspettare comunque una trama banale, utile solo a far incrociare le sorti dei competitori.

Se volete la sensazione di un fan estremo della serie, Motorstorm Apocalypse sarà un gioco scanzonato, casinista, cattivo e fracassone, come quei giochi che piacciono tanto a chi ha qualche annetto sulle spalle, oltre che a tutti gli appassionati dei racing arcade. Evolution Studios è solita non sbagliare questi colpi, e il prodotto finale si rivelerà essere un buonissimo gioco per iniziare alla grande questo 2011 (anche se ormai saremo a Marzo). La storia ci dice che la serie è sempre stata apprezzatissima dalla critica ma a livello di vendite non ha mai brillato, salvo poi stupire tutti coloro che hanno infine deciso di buttarsi sull’acquisto del gioco.
E’ un destino strano quello di questa serie: essere apprezzata da tutti ed essere acquistata da (relativamente) pochi. Non pochissimi comunque – se siamo arrivati al terzo capitolo casalingo e a uno spin-off portatile ci sarà anche un motivo – ma non tanti per quanto queste pietre preziose meritano.
L’ Apocalisse è vicina. Questa volta aspettare troppo potrebbe essere un errore. I Maya hanno sbagliato la loro previsione di poco, la fine del mondo non sarà il 21 Dicembre 2012 bensì il 16 Marzo 2011.

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Dario Caprai
Ormai legato anche affettivamente a PlayStationBit, predilige tutto quello che punti alla semplicità e che magari non costringa a decine di ore di subquest, considerato il tempo libero sempre più scarso (Batman Arkham e Fallout permettendo). Filosenecano, crede che non esista cosa migliore del dedicare tempo a sé stessi e alle proprie passioni. Last but not least: adora le notizie trash.