Delicious! Pretty Girls Mahjong Solitaire – Recensione Speedrun

Sviluppatore: ZOO Corporation Publisher: eastasiasoft Piattaforma: PS4 Genere: Puzzle Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 5,99 €

Sin dai tempi dei cabinati arcade, quantomeno nella terra del Sol Levante, sono sempre andati di moda – e a oggi sono addirittura considerati dei cult – giochi puzzle di stampo eroge, ovvero a sfondo erotico. Di puzzle erotici ne esistono a bizzeffe e in tipologie diverse, come veri e propri puzzle da incastonare, linee e puntini da collegare e, quello che va per la maggiore, il Mahjong solitario. Il gioco a tessere si è recentemente diffuso anche in Europa e persino in Italia – seppur sia decisamente di nicchia. Una partita tira l’altra, quasi come il solitario nostrano, e come meglio fargli da cornice se non alla maniera tradizionale, con delle forme femminili in stile anime da sbandierare ai quattro venti? Questo è ciò che ha pensato eastasiasoft con Delicious! Pretty Girls Mahjong Solitaire.

Wet dreams don’t dry

Delicious! Pretty Girls Mahjong Solitaire punta al sodo, e gioca subito le sue tessere mettendo il giocatore davanti a una Dressing Room da completare. Si tratta di una stanza, per l’appunto, in cui verranno sbloccati i vari costumi – pochi, a dirla tutta – delle formose protagoniste, dando così un senso alle partite a Mahjong fatte in modalità storia. L’aspirante punto di forza della produzione, la Dressing Room, però pecca di pigrizia: anche se presentata come una stanza sperimentale, è in realtà uno slideshow interattivo in cui si sfoglieranno i costumi delle ragazze, con la sola possibilità di fare zoom in o zoom out (meccanica che espone Delicious ai suoi limiti di risoluzione, mostrando più di una volta qualche pixel fuori posto).

Semplice, ma leggermente impegnativo è il gameplay. Si tratta del classico Mahjong, niente più niente meno, nessuna regola strampalata né alcuna competizione con altri giocatori se non con il tempo e con i punteggi. Essenzialmente, il Mahjong è una sorta di solitario con delle tessere: queste, una volta disposte, dovranno essere abbinate due per volta per ripulire il tavolo. Ma solo dopo aver scoperto le tessere e disposte in un particolare modo si potranno abbinare a quelle sovrastanti. Delicious offre oltre cento schemi di tessere, anche se nella sostanza non è che i livelli cambino più di tanto.

  • Delicious! Pretty Girls Mahjong Solitaire

Doki Doki Mahjong Club

Gli unici livelli davvero impegnativi sono i Final Stage. Ogni ragazza ha quattro o più “mondi” da vincere, con ognuno tre stage da affrontare, e l’ultimo di questi solitamente ci fa cadere in trappola. Se non vi sono possibili combinazioni, infatti, è istantaneamente game over. Accorre in aiuto, per fortuna, la Easy Mode, una modalità più accessibile che consente lo shuffle delle tessere, cioè il rimescolamento, e offre tre aiuti a partita, con cui vengono evidenziate le tessere accoppiabili.

Nonostante il piatto forte della produzione sia il suo comparto estetico, in particolare spiccano i disegni dei personaggi – anche se alcuni sono davvero troppo esagerati ed esasperati – ci sentiamo di premiare il comparto audio, composto da musiche e jingle molto orecchiabili. Penalizziamo giusto il rimbombante BGM del menù principale, che non subisce le modifiche sonore dalle opzioni, e i ripetuti versacci delle ragazze, alla lunga davvero stancanti.

Trofeisticamente parlando: every day I’m shufflin’

Quando l’editore di un titolo è eastasiasoft, noi cacciatori di trofei sappiamo bene cosa aspettarci. I trofei da vincere sono solo tredici, Platino incluso, e ci è esclusivamente richiesto di completare i primi due Stage (quei “mondi” di cui abbiamo parlato) per Rui, Yuno, Mei e Bell, e successivamente solo il primo di Megumi e il primo di Erty. Vengono ignorati dalla lista trofei i personaggi segreti, così come tutti gli altri livelli. E, cosa più importante, la Easy Mode non disabilita i trofei. Prego.

VERDETTO

Delicious! Pretty Girls Mahjong Solitaire è il classico Mahjong misto a delle ragazze in salsa anime vestite nei modi più disparati, fatto apposta proprio per attirare a sé un pubblico adolescente. Convince sull’aspetto grafico e non se la cava male su quello sonoro, ma del resto… è un semplice Mahjong che non stravolge né innova il classico gioco a tessere.

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.