Dragon Quest Builders 2 – Recensione

Sviluppatore: Omega Force Publisher: Square Enix Piattaforma: PS4 Genere: Sandbox Giocatori: 1 (Online: 2-4) PEGI: 7 Prezzo: 59,99 €

“L’immaginazione è più importante della conoscenza.
La conoscenza è limitata, l’immaginazione racchiude il mondo”.
Albert Einstein

Le costruzioni LEGO sono molto spesso mal viste, giudicate il più delle volte come dei semplici giocattoli dedicati ai più piccoli; tuttavia, esattamente come recita il motto aziendale, “LEGO ispira e sviluppa i costruttori di domani”. I mattoncini colorati creati in Danimarca, infatti, non hanno solo uno scopo ludico, ma attraverso il gioco stimolano la fantasia e l’apprendimento.

Proprio da questi termini, probabilmente, è nato il concetto alla base di Minecraft, videogioco che emula, in salsa tecnologica, le azioni compiute con i LEGO. Tra i tanti altri titoli che hanno sfruttato queste meccaniche, uno in particolare ha sorpreso la community. Mai avremmo potuto pensare che Dragon Quest potesse avvicinarsi al gameplay del colosso di Mojang e se solamente cinque anni fa qualcuno avesse proposto un qualcosa del genere, probabilmente il mondo intero sarebbe esploso in una fragorosa risata. E invece, nel 2016, Square Enix ha incantato i videogiocatori con Dragon Quest Builders. Saprà il sequel di questo particolare spin-off regalarci le stesse sensazioni provate con il primo episodio?

L’isola dei costruttori

Le vicende di Dragon Quest Builders 2 prendono il via esattamente dal finale di Dragon Quest II: Pantheon di spiriti maligni. Il Gran Sacerdote Hargon e il suo malvagio demone sono stati sconfitti, ma le forze del male non intendono mollare la presa sul mondo; i membri dell’Ordine di Hargon, infatti, sono intenzionati a vendicare la disfatta del loro leader, eliminando tutti i creatori e vietando la costruzione. E’ necessario aver completato il gioco o quantomeno avere un’idea di quanto successo nel 1987? Assolutamente no. Certo, inizialmente potreste trovarvi spaesati e non riuscirete a cogliere tutte le sfaccettature della trama di Builders 2, ma è anche vero che comprendere il plot iniziale non è assolutamente complesso e dopo le perplessità dei primi minuti saprete districarvi negli intrighi del titolo sviluppato da Omega Force.

Dopo aver personalizzato a piacimento il nostro eroe con un editor particolarmente ridotto, ci ritroveremo prigionieri a bordo di una nave di mostri gestita da una banda di svitati sottoposti al credo dei Figli di Hargon. Questa primissima fase di gioco funge da tutorial, dato che dovremo sfruttare le nostre abilità da costruttore per soddisfare le richieste del capobanda, il quale ci chiederà di svolgere i compiti più insulsi e di sistemare i problemi del vascello. Un’improvvisa e violenta tempesta, però, si abbatterà sull’equipaggio, affondando così l’imbarcazione. Dopo aver perso i sensi, ci risveglieremo illesi su un’isola abbandonata, sulla quale faremo la conoscenza del nostro compagno di viaggio, Malroth. Per qualche strana ragione, il ragazzo è privo di memoria ed è capace solamente di combattere i numerosi slime (mostriciattoli mascotte della saga) presenti sull’Isola del Risveglio. I due coraggiosi combattenti ben presto comprendono di non essere gli unici superstiti: sulla riva della spiaggia incontreremo Lulù, una ragazza con l’abitudine di comandare che era stata fatta prigioniera anch’essa dai Figli di Hargon.

A dispetto dell’apparenza, l’Isola del Risveglio è un luogo povero e desolato in cui riusciremo a recuperare unicamente legna, sabbia e roccia. Creare un rifugio adeguato per il nostro gruppo di eroi, dunque, si rivela essere un compito difficoltoso; in nostro soccorso, però, appare lo spirito dell’isola, che avendo percepito il potere del nuovo Costruttore ci affida l’oasi e l’incarico di accogliere centinaia di ospiti nella nostra nuova casa. Per adempiere a questi doveri, il Costruttore e Malroth partono alla ricerca di nuovi materiali negli arcipelaghi circostanti; inizia così un’avventura magica che porterà i due giovani a scoprire il misterioso passato di Malroth e sconfiggere i Figli di Hargon.

Se credete di trovarvi dinanzi a un titolo con una trama profonda e degna dei migliori capitoli di questa saga, vi state sbagliando di grosso. Difatti, la quest principale è trattata come un enorme tutorial; per ogni ambientazione in cui ci avventureremo, dovremo liberare un popolo pronto a svelarci i propri segreti, dall’agricoltura fino agli scavi minerari. Altra lacuna di Dragon Quest Builders 2 è la lentezza generale degli eventi di gioco. Nella prima isola, ad esempio, dovremo ristrutturare una fattoria e per far ciò dovremo sorbirci lunghi dialoghi illustrativi, risanare il terreno colpito da una maledizione, cercare vari tipi di semi (in compagnia di un fido cagnolino addestrato) e pazientare aspettando la fioritura dei raccolti. Ogni tipologia di ortaggio va coltivato secondo tecniche specifiche: se per i cavoli basterà arare un terreno e piantare il seme adatto, per le canne da zucchero ci sarà prima bisogno di scavare un fosso e innaffiarlo. Portando a termine le richieste degli abitanti del villaggio, la loro indipendenza crescerà sempre più, fino a che, una volta portata la fattoria al livello di felicità massimo, inizieranno a svolgere alcuni compiti in totale autonomia. Arrivati a quel punto, il nostro eroe dovrà limitarsi solamente a riempire i bauli di cibo con cui rifocillare la popolazione e a costruire gli edifici adeguati.

Raccogli, costruisci e combatti

Se avete già giocato il capitolo precedente, o anche semplicemente Minecraft, vi troverete immediatamente a vostro agio con il gameplay di Dragon Quest Builders 2. Square Enix sarebbe potuta inciampare in un grande ostacolo legato alla stessa natura di questo titolo, ovvero quello di sequel, ma la software house giapponese ha rivoluzionato pressoché ogni meccanica di gioco, dall’esplorazione ai combattimenti. Le più grandi novità risiedono negli spostamenti: ora il Costruttore può finalmente correre (ma non all’infinito, dovrete tener conto di una barra della resistenza) e utilizzare i viaggi rapidi (a patto di trovare e attivare dei punti specifici), evitando al giocatore interminabili passeggiate nel mondo di gioco e inutili perdite di tempo.

Se in Dragon Quest Builders bastava avvicinarsi a qualsiasi nemico per far partire una battaglia, adesso potrete comodamente scorrazzare tra quelli più innocui senza dover necessariamente combatterli. Il combat system, tuttavia, non è ancora perfetto, vista la mancanza di un comando dedicato alla parata o alla schivata. Proprio per questo sarete costretti a colpire e successivamente allontanarvi dagli avversari per scansare un loro colpo, procedimento tedioso e che potrebbe crearvi qualche problema con i potenti mostri che popolano la notte. I combattimenti non avvengono solamente durante l’esplorazione degli ambienti di gioco; i Figli di Hargon non riposano mai e sono sempre pronti ad aggredire il nostro villaggio. Di tanto in tanto, infatti, saremo chiamati a dover difendere la popolazione, che potremo armare di tutto punto, dall’invasione dei malvagi. In caso di ferite è possibile ripristinare i punti salute semplicemente cibandosi oppure riposandosi in uno dei letti disponibili. Occhio anche alla percentuale di stanchezza dell’eroe, poiché una volta arrivata a zero il Costruttore non riuscirà praticamente più a compiere alcuna azione. Per ogni nemico sconfitto il gioco ci ricompenserà con degli utili punti esperienza con i quali l’eroe e il suo amico Malroth potranno potenziarsi. Ad ogni aumento di livello corrisponde un innalzamento delle statistiche (punti ferita, resistenza), lo sbloccaggio di nuove abilità, come il fendente rotante, e l’apprendimento di nuove ricette.

Un costruttore che si rispetti non si limita a combattere, il suo ruolo gli impone di creare nuovi oggetti e cercare materiali con cui progettare edifici. Gli eventi e lo svolgersi della campagna principale, infatti, sono volti unicamente a rendere l’endgame un’esperienza di costruzione pura, in cui potremo sbizzarrirci con stramberie e progetti mastodontici nell’Isola del Risveglio. Per dare libero sfogo alla nostra fantasia, però, avremo prima bisogno di raccogliere tonnellate di risorse. La meccanica del farming è immensa ed è paragonabile a quella di Minecraft. Di fatto, è possibile distruggere e fare incetta della quasi totalità degli oggetti sparsi nel mondo di gioco e non dovremo nemmeno preoccuparci di fare attenzione alle quantità trasportate, dato che il nostro eroe è dotato di una borsa senza fondo. Attraverso un banco da lavoro è possibile combinare quanto raccolto grazie alle Ricette, geniali idee che vengono in mente ai Costruttori al raggiungimento di determinati obiettivi. Decorazioni, utensili, strutture ed equipaggiamento… il crafting è stato nettamente migliorato con centinaia di soluzioni aggiuntive.

Multiplayer a senso unico

Altra grandissima innovazione di Dragon Quest Builders 2 è la modalità multiplayer online. Oltre a poter condividere i propri screen con la community, infatti, in questo titolo è possibile giocare in compagnia di altri quattro utenti, a patto che vi troviate sull’Isola del Risveglio. Per via di questa limitazione, quindi, la quest principale è accessibile solamente in single player. Inoltre, solamente l’host della sessione mantiene i progressi di gioco e i materiali raccolti, rendendo praticamente inutili gli sforzi effettuati dagli ospiti. Altra grande pecca è l’assenza del multiplayer locale, presente, invece, su Nintendo Switch.

Se il gioco online è assolutamente da rivedere, il comparto grafico, al contrario, eccelle sotto ogni punto di vista. Nei sandbox in terza persona la gestione della telecamera è particolarmente complessa negli ambienti chiusi o ristretti, proprio per questo Square Enix ha lavorato con attenzione per porre rimedio a questo problema. Con la semplice pressione di un tasto, Dragon Quest Builders 2 si trasforma in un gioco in prima persona (e viceversa). Questo stile visivo aiuta non poco il giocatore durante l’esplorazione ma, al contempo, lo penalizza durante i combattimenti e nelle fasi di costruzione. Passeggiare per le ambientazioni di questo titolo è a dir poco piacevole, gli effetti pop-up sono praticamente inesistenti e il frame rate è granitico. Inoltre la grafica dei paesaggi è sensazionale, l’effetto “wow” al calare del sole è assicurato. Lo stile super deformed dei personaggi e delle creature è stato curato dal maestro Akira Toriyama, creatore di Dragon Ball e responsabile del design di Dragon Quest fin dai primissimi capitoli. Dragon Quest Builders 2 può contare su un’altra grande firma, ovvero quella di Kōichi Sugiyama, leggendario compositore giapponese. La qualità della colonna sonora, quindi, è assicurata.

Trofeisticamente parlando: un Platino tutto da costruire

Se, oltre a scoprire tutti i segreti della costruzione, siete intenzionati a puntare al trofeo di Platino, sappiate che l’elenco trofei di Dragon Quest Builders 2 è composto da trentuno obiettivi. Ben undici di essi sono legati al completamento della quest principale, mentre i restanti possono essere guadagnati costruendo oggetti o edifici particolari. Altri trofei richiedono la scoperta di gran parte delle ricette scovabili all’interno del gioco, di attivare dodici globi per gli spostamenti rapidi oppure scattare dieci foto. Ottenere il trofeo di Platino, quindi, non è molto complesso, basterà dedicare tempo e costanza a questo titolo.

VERDETTO

Lo diciamo senza indugi: pur non essendo perfetto, Dragon Quest Builders 2 è il nuovo metro di paragone per il genere e migliora praticamente ogni comparto del primo capitolo della saga spin-off di Square Enix. Infatti, oltre a nuove ricette e materiali, le novità principali sono la prima persona, l’esplorazione marina, la corsa e i viaggi rapidi. Dragon Quest Builders 2 è un titolo adatto praticamente a chiunque, dagli amanti dei giochi di ruolo a quelli dei sandbox più classici, fino a chi cerca una narrazione convincente oppure della semplice azione. Menzione obbligatoria per gli splendidi tratti del maestro Toriyama e per la colonna sonora composta da Sugiyama. Provatelo, non ve ne pentirete.

Guida ai Voti

Alberto Lanzidei
Nato con la passione per la PlayStation è cresciuto coltivando l'amore verso tutti i generi di videogames. I suoi hobby, oltre il gaming, sono le auto e la palestra.

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