Sviluppatore: 6 Eyes Studio Publisher: 1C Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 7 Prezzo: 24,99 €

Guarda che classe!

Fell Seal: Arbiter’s Mark è un RPG tattico con visuale isometrica, in cui saremo chiamati a gestire un gruppo di unità dotate ognuna di precise abilità per sconfiggere uno o più nemici in battaglie in aree chiuse; il movimento verrà gestito dai classici “quadrati”, come se ci trovassimo su un’enorme scacchiera. Ogni battaglia permetterà di schierare un numero prestabilito di truppe, anche se tendenzialmente alcuni personaggi saranno già selezionati e non potranno essere rimossi. Ogni eroe partirà con una classe predefinita che ne determinerà le abilità; inizialmente avremo accesso ai grandi classici come il ladro, il mago, il curatore e il guerriero, ma man mano che proseguiremo e che aumenteremo di livello, andremo a sbloccare classi avanzate tra cui troviamo il ranger, l’alchimista e molte altre, per un totale di venti per i personaggi umani e diciannove per quelli speciali.

Il sistema di progressione sarà molto semplice: ogni mossa che eseguiremo con successo fornirà punti esperienza che permetteranno di aumentare di livello, mentre al termine dello scontro otterremo punti abilità da spendere nella classe utilizzata in battaglia, per ottenere nuovi poteri e sbloccare di conseguenza le classi avanzate legate a quella utilizzata. L’accesso a nuovi poteri permetterà di assegnare al nostro personaggio anche una specializzazione secondaria, di cui potremo sfruttare le abilità, e soprattutto delle mosse passive come contrattacchi e simili, che aumenteranno la nostra versatilità e permetteranno di sopravvivere meglio e più a lungo. Questa struttura, con le classi che potranno essere liberamente cambiate tra una battaglia e l’altra, favorisce molto la sperimentazione e darà modo a ogni giocatore di trovare la sua tattica perfetta.

Passati a fil di spada

Passando al combattimento, Fell Seal non si lancia in particolari stravolgimenti: ogni personaggio sarà dotato di una certa quantità di passi che ci permetteranno di spostarlo sulla mappa e di varie mosse d’attacco che potranno colpire sia in mischia che a distanza, in base alle esigenze, con la possibilità di infliggere ai nemici status alterati o di curare il nostro team con magie. La vera novità introdotta da 6 Eyes Studio risiede nella scelta della gestione degli oggetti; contro la logica dei giochi di ruolo, che spingono i giocatori a fare scorta di strumenti curativi da portare in battaglia per sopperire a ogni esigenza, Fell Seal fornisce un numero illimitato degli oggetti sbloccati, utilizzabili però solo per un determinato numero di volte in ogni battaglia.

A differenza del 99% degli RPG, quindi, non ci saranno negozi in cui fare scorta di pozioni, ma piuttosto un saggio sistema di crafting che ci permetterà di aumentare le nostre dotazioni per singola battaglia, oppure la potenza degli oggetti che potremo sfruttare, con una meccanica fresca che piacerà tanto agli appassionati quanto ai giocatori occasionali, non più obbligati a fare la cernita dell’inventario prima di ogni combattimento. Discorso a parte va fatto per l’equipaggiamento, quello sì personalizzabile e acquistabile nei negozi delle città per migliorare la difesa e l’attacco dei nostri eroi, che potranno aumentare di numero recandoci alla gilda. Anche qua troveremo una proposta furba: quando recluteremo un nuovo membro, sarà possibile pagare per farlo aggregare al gruppo a un livello pari o inferiore a quello raggiunto dalla protagonista, evitando inutili e noiosi farming.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.