Pumpkin Jack – Recensione

Sviluppatore: Nicolas Meyssonnier Publisher: Headup Games Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 29,99 €

Il publisher Headup Games e lo sviluppatore Nicolas Meyssonnier portano i videogiocatori in un mondo tetro e spettrale, in cui non manca però una certa ironia. Abbiamo messo il sale in zucca e recensito per voi il terrificante Pumpkin Jack.

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Il diavolo fa le pentole…

L’eterna lotta tra il bene e il male è uno dei temi più sfruttati dai videogiochi, facendo interpretare nella maggior parte dei casi la parte dei buoni. Ma cosa succede se ad assegnarci una missione è il diavolo in persona? Pumpkin Jack parte proprio dal tema della nostra introduzione per mettere i giocatori nei panni del famosissimo re delle zucche (Jack-o’-lantern), che verrà riportato in vita dal re degli inferi per fermare un mago desideroso di salvare la razza umana e riportare la pace.

La promessa di redenzione spinge il nostro antieroe a lottare, seguendo le istruzioni di un gufo all’interno del coloratissimo Arc En Ciel Kingdom e avvalendosi del supporto di un corvo senziente, oltre che di un vasto arsenale di armi che la nostra zucca andrà ampliando. Per quanto non incredibilmente innovativa, la trama è ben narrata da una serie di filmati doppiati in inglese e tradotti in un buon italiano e da numerosi dialoghi che fanno trasparire lo stile canzonatorio molto simile a quello visto nel mitico MediEvil, titolo da cui Pumpkin Jack prende in prestito anche altri elementi.

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Zuccone acrobatico

Gli appassionati di platform d’azione si ritroveranno subito a casa con Pumpkin Jack, un classico titolo tridimensionale che attinge da capolavori del passato come il già citato MediEvil e Crash Bandicoot, per offrire un’avventura che alterna sezioni prettamente platform a battaglie contro ondate di mostri e soprattutto terribili boss. I comandi sono quelli che ci si può aspettare, con un tasto dedicato al salto, uno per gli attacchi e uno per le schivate. Niente più di questo, se non la possibilità di ruotare la telecamera con la levetta destra per seguire l’azione al meglio e trovare i numerosi collezionabili nascosti nei livelli e un grilletto riservato all’utilizzo del corvo come supporto.

Anche le sezioni di combattimento non azzardano mai, con la possibilità di eseguire semplici combo tramite pressione ripetuta del tasto d’attacco e una serie di armi che sarà possibile cambiare liberamente, ognuna dotata di un suo pattern d’attacco. Si partirà con una semplice pala, passando poi a falci, spade parlante e perfino un fucile. Questa discreta varietà permetterà di trovare la propria combinazione preferita durante i sei livelli di cui è composta la campagna, con una durata complessiva del videogioco che si attesta sulle sei ore circa.

Jack of all trades

Nonostante lo stampo molto classico, lo sviluppatore solitario Nicolas Meyssonnier ha cercato d’inserire nel suo Pumpkin Jack elementi poco convenzionali in grado di tenere alto l’interesse. Ecco quindi che alle classiche sezioni a piattaforme mobili e alle battaglie contro nemici vari ci si troverà ad affrontare sfide uniche come corse su carrelli da minatore, sezioni in sella a un cavallo e interessanti enigmi ambientali in cui si potrà manovrare solo la testa del povero Jack.

Queste prove, alcune più riuscite di altre, sono in grado di offrire una certa varietà e spezzare la sequenza di salti, battaglie e poi di nuovo salti. Lo stesso si può dire per le sfide contro i terribili boss di fine livello, tutti molto ben studiati e pertinenti con l’ambientazione, in grado di mettere seriamente alla prova i giocatori che saranno chiamati a comprendere sia i pattern d’attacco degli avversari, sia le dinamiche con cui riuscire a infliggere danno agli antagonisti di Jack, dato che spesso saranno immuni alle sue armi da mischia.

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Luce e tenebre

Pumpkin Jack non stupisce solo grazie a un gameplay essenziale ma d’impatto, ma anche grazie a una realizzazione tecnica senza grosse sbavature e supportata da comparti audio e video di prim’ordine. Questo nonostante una certa “scivolosità” dei comandi in alcune sezioni che porteranno a morti ingiuste a causa di cadute nell’acqua, elemento letale per la povera zucca animata, oppure alla ripetizione di lunghe sezioni platform. La buona distribuzione dei checkpoint riesce comunque a ridurre la frustrazione per la situazione, mentre il divertimento generale che riesce a regalare il titolo fa passare in secondo piano queste piccole sbavature.

Decisamente di ottimo livello la grafica, che vanta uno stile ispirato in tutto e per tutto allo storico MediEvil e propone una serie di personaggi in stile cartoon di grande charme, colorati da una paletta che sfrutta tonalità di arancione, viola e verde per colorare un mondo oscuro dove i dettagli spiccano e regalano un alone spettrale perfetto per le tematiche affrontate. Decisamente azzeccata anche la colonna sonora, che mischia tracce inedite a rivisitazioni di grandi classici come la Cavalcata delle Valchirie, scelta che strapperà più di un sorriso e che aiuterà a stemperare i toni di un videogioco che non si prende mai davvero sul serio.

Trofeisticamente parlando: zucche e teschi

La lista trofei di Pumpkin Jack riserva una gradita sorpresa ai cacciatori di trofei. In mezzo a tante coppe fa infatti capolino uno scintillante Platino, ottenibile senza troppi patemi in una manciata di ore. Per sbloccare la massima ricompensa, sarà sufficiente trovare tutti i collezionabili, comprare i costumi e terminare il gioco, imprese tutt’altro che impossibili se seguirete la nostra completissima guida ai trofei.

VERDETTO

Provare a fondo Pumkin Jack rende difficile immaginare che il titolo sia stato sviluppato da una sola persona. Il titolo di Nicolas Meyssonnier è un tributo ai classici platform tridimensionali, a un'icona come MediEvil e a molto altro ancora. Si tratta di un videogioco ricco di personalità, con tanti elementi ben amalgamati tra loro che regalano un'esperienza divertente e intensa, seppur breve. Le ambientazioni da brivido, animate da una paletta di colori sgargiante, si sposano perfettamente con l'ironia di un videogioco che gli appassionati del genere non dovrebbero farsi sfuggire e a cui si perdonano anche un paio di nei. Del resto non c'è zucca... pardon, rosa, senza spine, giusto?

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.