Railway Empire – Recensione

Sviluppatore: Gaming Minds Studios Publisher: Kalypso Media Piattaforma: PS4 Genere: Simulazione Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 59,99 €

Il parco titoli PlayStation 4 si arricchisce sempre più di gestionali e strategici che sicuramente accrescono l’appeal della piattaforma Sony, non tanto per il casual gamer, quanto per il giocatore appassionato o proveniente da altre piattaforme come il PC. In attesa di mettere le mani sul prossimo capitolo di Tropico, sempre pubblicato da Kalypso Media, gli amanti del genere saranno curiosi di sapere se Railway Empire può essere considerato come un degno successore dell’ormai vecchio Railroads Tycoon o dei suoi simili dell’epoca… scopriamolo!

Un po’ di pane e storia

Railway Empire è uno strategico-gestionale ambientato tra il XIX e il XX secolo nel Nord America, per intenderci nel periodo in cui la rivoluzione industriale partita dall’Inghilterra prendeva piede negli stati europei e nel continente americano. In quest’ultimo, le linee ferroviarie raggiunsero la massima espansione proprio nel periodo che va dall’inizio del gioco fino alla Seconda Guerra Mondiale, grazie a grossi investimenti di capitalisti privati. Sebbene in Europa la ferrovia sia ancora uno dei principali mezzi di spostamento, negli Stati Uniti, già dal primo dopoguerra, il suo utilizzo è andato via via diminuendo e, a oggi, ad eccezione della costa orientale, il treno è utilizzato quasi esclusivamente per scopi commerciali.

Dopo l’introduzione storica, passiamo ai fatti. La nostra analisi si basa sulla modalità Campagna che è quella ovviamente più interessante, mentre le altre modalità sono un contorno che è ormai il pacchetto base di ogni gestionale: stiamo parlando della modalità Libera che permette di regolare a piacimento tutti i parametri della partita, la modalità Sandbox che non impone limiti di denaro e la modalità Scenario che vi permette di giocare un singolo pezzo della Campagna in un formato più vicino a quello di una grande missione con diversi obiettivi da raggiungere.

Ritornando alla modalità principale, essa è strutturata in cinque capitoli, ambientati in zone diverse degli Stati Uniti d’America. Ogni zona possiede delle qualità geografiche esclusive e da ciò ne consegue poi lo sviluppo delle linee ferroviarie e delle materie prime a disposizione. Verremo quindi catapultati nel nostro pezzettino di mappa e partiremo da una città principale, dalla quale poi si svilupperà tutto il sistema ferroviario. Per semplicità la mappa non illustra collegamenti stradali, di fatto però esistono e ci basta saperlo per comprendere che facilitare il trasporto di persone e merci attraverso le rotaie è il primo passo verso l’espansione.

E’ solo la punta dell’iceberg

Dopo avervi spiegato circa l’1% di Railway Empire, cercheremo di illustrarvi nel modo più efficiente possibile a cosa andrete in contro. Sappiate che il gameplay è comprensibile nella sua totalità solo dopo ore e ore di gioco, nelle quali scoprirete sempre nuove meccaniche, possibilità e trucchetti che riusciranno a rendervi la vita un pelo più facile. In generale siamo davanti a un qualcosa di talmente stratificato che si rivela non adatto a coloro che si aspettano di posizionare due stazioni e un binario che le collega per andare avanti nel gioco. Dopo aver affrontato il primo capitolo, che è perlopiù introduttivo ma già ricco di elementi di gameplay con i quali scontrarsi, il secondo e tutti i successivi vi sbatteranno in faccia la realtà! Dovremo sì costruire le più grandi linee ferroviarie d’America, ma anche far girare l’economia e procurarci le materie prime necessarie per i treni e per la crescita delle città nelle quali abbiamo una stazione.

Ogni città produce qualche risorsa ed è carente di altre, ragion per cui la crescita dipende da quanto sarete abili a procurarvi le materie prime necessarie, nonché a scegliere quali città e imprese collegare alla vostra linea ferroviaria e quali lasciare isolate al loro destino. In questo senso il gioco non vi aiuta; per quanto siano disponibili delle tabelle che rappresentano il fabbisogno di ogni città, queste rimangono abbastanza ambigue e poco esplicative, inoltre non è possibile ordinarle o aggiungere dei filtri agli elementi, una mancanza piuttosto importante per un gestionale. I tutorial iniziali e i suggerimenti presenti per quasi tutta la Campagna non vi aiuteranno più di tanto a capire come e dove agire per favorire l’espansione economica dell’area. Questo, probabilmente, è l’unico vero difetto che questa produzione presenta.

Costruzione e ricerca

Saper posizionare la propria linea ferroviaria in Railway Empire è essenziale. Il sistema di costruzione è una delle componenti più facili da utilizzare; in generale utilizzeremo in abbondanza stazioni rurali per collegare le numerose imprese presenti nella zona, ma anche segnali, scambi e, come è ovvio, tanti, tanti binari.

Nel caso di questi ultimi, l’unica questione sulla quale si può perdere la pazienza è la progettazione della linea ferroviaria. Essa consiste nel tracciare un binario provvisorio ed eventualmente impostare punti da poter muovere a piacimento o soltanto per poter ricominciare la progettazione dal quel punto in poi, senza cancellare l’intero percorso. Le funzionalità sono utili ma non così immediate nel loro utilizzo, tanto da farci ritrovare spesso a ricominciare tutta la progettazione da capo. Per il resto costruire una linea non sarà esattamente una passeggiata e dipenderà molto dalle caratteristiche topografiche del territorio: nell’est per esempio, la presenza di catene montuose farà lievitare i costi per la costruzione della vostra rete, senza contare che dovrete ridurre al minimo indispensabile il pendio del binario per evitare che le vostre locomotive rallentino in modo disastroso.

Inoltre, in modalità Realistica (che consigliamo), dovrete gestire al meglio il traffico delle linee ed evitare di congestionarle, facendo rimanere i treni in attesa per troppo tempo. Il tempo sprecato danneggia l’economia e rallenta la produzione. Vi servirete quindi di scambi, segnali e binari di servizio per gestire al meglio il passaggio dei treni, ma anche di stazioni sempre più grandi in grado di gestire fino a quattro linee contemporaneamente. E’ ovviamente presente un albero di ricerca abbastanza soddisfacente che ricalca tutte le tappe storiche della rivoluzione industriale: partendo dalla prima locomotiva a vapore, la Grasshopper dalla velocità massima di 18 mph, fino alle locomotive EMD a trazione diesel-elettrica dalla velocità di 90 mph. I potenziamenti vengono sbloccati in base ai punti ricerca guadagnati durante la partita oppure attraverso le aste, pagando in denaro. Infine, come se non bastassero le cose da fare, potrete e dovrete reclutare il personale d’ufficio, macchinisti, conducenti, guardie, spie e tutte le altre figure necessarie a migliorare i servizi offerti alle città per salvaguardarvi dalla poca lealtà dell’I.A.

E quasi stavamo per dimenticarcene, potrete costruire numerosi edifici che apparentemente sembrano non necessari al funzionamento di una stazione, ma che accresceranno il valore della città e quindi il volume di turisti e pendolari che ogni giorno frequenteranno le vostre stazioni ferroviarie, e magari, chi lo sa, potrebbero farvi realizzare una piccola fortuna.

Concorrenza spietata

Nel corso della Campagna avrete a che fare con numerosi imprenditori privati gestiti dall’intelligenza artificiale che non vi lasceranno in pace un attimo e cercheranno di mettervi i bastoni tra le ruote sempre e comunque. Ogni concorrente avrà a cuore l’espansione della propria linea ferroviaria e la ricerca di nuove tecnologie. Al solito, come nel mondo reale, esiste la concorrenza sleale. Un certo don Lorenzo, per esempio, cercherà di rubarvi le ricerche scientifiche sguinzagliandovi le sue spie, oppure, ancora peggio, manderà dei banditi sui vostri treni. Oltre a ciò, ci sono tante altre meccaniche che in generale favoriscono gli avversari come la possibilità di far viaggiare contemporaneamente i treni su un unico binario, piazzare i loro binari ovunque e avere un capitale illimitato.

Chi semina raccoglie, e in Railway Empire questo proverbio assume più significato che mai. Se avete fatto tutto nella maniera più o meno giusta, non tarderanno ad arrivare i profitti sperati. Bruciando via via ogni obiettivo andrete avanti nella Campagna e costruirete un vero e proprio impero ferroviario da milioni e milioni di dollari, ma non è finita qui! Un ulteriore strato di gameplay è rivolto alle quotazioni in borsa delle aziende presenti sul territorio. Potrete emettere obbligazioni e deciderne la scadenza e l’interesse per ricevere immediatamente denaro liquido, ma, cosa più importante, sarà possibile acquistare le azioni delle compagnie concorrenti fino ad averne la maggioranza e a diventare gli unici proprietari di una grossa rete ferroviaria.

Trofeisticamente parlando: non hai amici?

Effettivamente l’ironia degli sviluppatori è comprensibile dato che per raggiungere il Platino di Railway Empire non servirà impegno ma tanto, tanto tempo a disposizione. La maggior parte delle coppe sarà ottenibile nella Campagna, le restanti invece potrete conquistarle nella modalità scenario ad esempio. Per ulteriori dettagli, seguite l’elenco trofei già disponibile sul nostro forum.

VERDETTO

Railway Empire ha un gameplay molto più complesso di quanto si possa immaginare, perciò speriamo di essere riusciti a evidenziarne i pregi e i difetti che vi faranno decidere se acquistarlo o meno. In generale possiamo affermare di essere davanti a uno dei migliori gestionali in circolazione su PlayStation 4, condito da una grafica all’altezza e da tanti dettagli che evidenziano il lavoro eccellente di Gaming Minds Studios. L’unica critica è rivolta all’interfaccia che nella versione console è sicuramente meno chiara e necessita di un tempo considerevole per l’apprendimento, inoltre la rappresentazione dei dati sul fabbisogno delle città potrebbe essere di gran lunga ottimizzata. Aspettando i miglioramenti in arrivo con gli aggiornamenti gratuiti già annunciati da Kalypso Media, ne consigliamo fortemente l’acquisto agli appassionati del genere.

Guida ai Voti

Salvatore Terlizzi
Scopre i videogiochi con Monkey Island e Indiana Jones, per poi rimanere legato a vita al genere delle avventure grafiche. Grazie a PlayStationBit scopre, quasi per caso, la serie Yakuza e finisce per innamorarsene. Ha ancora l'immenso piacere di farsi sorprendere da un settore in continua evoluzione. Ehi guarda laggiù! Sisi, c'è una scimmia a tre teste...