Roundguard – Recensione

Sviluppatore: Wonderbelly Games Publisher: The Quantum Astrophysicists Guild Piattaforma: PS4 Genere: Arcade Giocatori: 1 PEGI: 3 Prezzo: 16,99 €

E’ difficile riconoscere in Roundguard un solo genere. Un piccolo progetto che racchiude in sé le caratteristiche degli arcade, dei puzzle sullo stile di Peggle e dei flipper uniti agli stilemi di un gioco di ruolo ad ambientazione medievale fantasy.

Non abbiamo citato a caso il titolo di PopCap Games del 2007, visto che lo stesso team Wonderbelly Games ha palesato la volontà di esordire in questa industria con un videogioco che unisse quella tipologia di divertimento all’esplorazione da rougelike, condito dall’umorismo di prodotti animati come Adventure Time. Dopo aver fatto esperienza in ambito tripla A (L’Ombra di Mordor, Fable), dal 2017 i tre autori hanno deciso di mettersi in proprio e fondare uno studio indipendente. Ebbene, Roundguard è il frutto di questo gruppo che, slegandosi dalle logiche delle grandi produzioni, mette sul piatto un’offerta succulenta, senza guizzi troppo innovativi, ma con la capacità di mescolare vari elementi già rodati in una formula distintiva e divertente.

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I secoli bui non sono mai stati così colorati

Non ci aspettavamo certo che un arcade iniziasse narrandoci la sua storia pregna di spirito fantasy. Il Re senza nome di un imprecisato regno è stato misteriosamente rapito e i suoi sudditi e collaboratori si stanno adoperando per ritrovarlo. Che decidiate di prendere le redini della situazione nelle vesti di un guerriero, di una maga o di una ladra, il vostro obiettivo è sempre lo stesso: riportare il sire a casa. Dove altri arcade flipper non osano, scegliendo di essere pura e semplice esperienza ludica, arriva Roundguard, inserendo una trama basilare, che a onor del vero non vuole essere predominante nell’economia generale, eppure risulta efficace alle sue ambizioni.

Dalle parti di tal feudo sconosciuto le spedizioni si fanno sempre in grande, così gli abitanti hanno organizzato uno spettacolo teatrale di cui il nostro alter ego è l’attore principale, con tanto di narratori esterni e un sipario che scandisce l’alternanza fra gioco e momento varietà. Tra un round e l’altro saremo chiamati da un buffo presentatore dal cilindro violaceo a girare una ruota da cui ottenere strumenti molto utili in battaglia. Il tutto impreziosito da battutine sferzanti, anche contro il giocatore stesso.

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Dungeon and Bobble?

Le tradizionali sfere colorate di Puzzle Bobble, di Peggle o altri qui si trasformano in tondeggianti esseri viventi. Elfi, goblin, stregoni e troll sono all’ordine del giorno e nel simpatico spettacolo imbastito per rendere epica la nostra missione si nasconde la componente ruolistica del titolo. Parliamo di vere e proprie classi da GdR con tre statistiche da tenere d’occhio (salute, mana, attacco) e abilità speciali uniche. Potremo optare per il barbuto guerriero con molti punti vita, ma carente in fatto di mana, dove invece eccelle la maga, mentre la ladra non brilla rispetto agli altri su questo fronte, distinguendosi invece per la capacità di essere furtiva. Il tutto si traduce nella possibilità di cambiare strategia e approccio a ogni partita, garantendo in generale un’alta rigiocabilità e una buona varietà, che sarebbe potuta essere ottima con l’aggiunta di altri personaggi giocabili.

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Il nostro prescelto andrà quindi ad accomodarsi nella catapulta costruita appositamente per colpire nemici e oggetti posizionati strategicamente su schermate sempre diverse come in un roguelike quasi puro. Ogni schema è formato da avversari, ostacoli e strumenti utili ai fini delle battaglie stesse; scagliandosi contro i vasi si ottengono monete e si accresce il punteggio finale dell’arena, mentre urtando i nemici si tolgono loro punti salute, rivisitando in chiave flipper le azioni tradizionali degli action RPG. Allontanandosi dai puzzle a cui siamo abituati, Roundguard non pone un limite ai tiri, preferendo invece basarsi sui punti salute del protagonista, terminati i quali sarà game over. Procederemo attraverso una sorta di pergamena virtuale che delinea vari percorsi disponibili, tra midboss e boss finale, tra i quali l’utente avrà piena libertà di scelta. Sarà infatti possibile saltarne uno anticipato da un cartello potenzialmente pericoloso e dirigersi verso un altro più invitante. A ogni colpo si guadagnano punti esperienza per migliorare le proprie statistiche e conquistare nuove armi, armature e poteri per costruire la propria build d’attacco.

Un tiro da non farsi scappare

Il lavoro di Wonderbelly Games è encomiabile anche dal punto di vista artistico, riuscendo a essere piacevolmente gradevole per la caratterizzazione estetica colorata e la resa tecnica generale. La grafica in 2D è curata in maniera ottimale e restituisce animazioni fluide, anche se abbiamo riscontrato alcuni cali di frame rate nei frangenti in cui le azioni su schermo si facevano davvero confusionarie.

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Non spiccano invece le musiche, pur riuscendo nel loro intento di accompagnare le sessioni di gioco. Si rischia in ultimo di dimenticare che Roundguard prevede anche una classifica online, grazie alla quale competere con altri utenti e spingersi a migliorare i propri punteggi. Peccato sia l’unico momento in cui il videogioco si apra all’esperienza multiplayer, che avrebbe rappresentato forse un biglietto da visita intrigante per molti e una spinta ulteriore alla longevità.

Trofeisticamente parlando: continua a lanciare la pallina!

L’umorismo di Roundguard si riflette persino nei nomi assegnati ai vari trofei, che compongono un set arricchito dall’immancabile Platino. Una sfida non troppo impegnativa che vi richiederà generalmente di fare molte partite e, in poche parole, godervi l’esperienza. Se volete intraprendere questa prova, trovate sul nostro forum la lista dei trofei.

VERDETTO

Pensate che dopo Puzzle Bobble, Peggle e altri arcade, questo genere non abbia altro da dire? Allora provate Roundguard, che unisce le spietate punizioni di un roguelike all'impostazione narrativa e ludica di un GdR fantasy. Forse solo un minuscolo team indipendente come The Quantum Astrophysicists Guild poteva riuscire in questo sorprendente mix. Roundguard è forse quel videogioco che non pensiate possa piacervi, ma che potrebbe conquistarvi per varie ore.

Guida ai Voti

Maria Enrica
Grata dal 1994 ai videogiochi per sopperire a pigrizia e mancanza di fantasia, è stata svezzata da mamma Nintendo, allevata da Sony fin dalla prima PlayStation, cresciuta con un pad in mano e il Game Boy Advance nell'altra. Laureanda in Lettere classiche, avversa ai videogiochi in digitale, sogna per questo una casa dove custodire una collezione degna di tale nome.