Sviluppatore: Honey Parade Games Publisher: Marvelous Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 39,99 €

Non molte sono le serie di videogiochi influenti come Senran Kagura, una delle saghe più popolari nella terra del Sol levante. Noto per non avere peli sulla lingua, l’intero franchise ruota intorno a gruppi di ragazze prosperose e di bell’aspetto, studentesse di un’accademia per shinobi “super segreta” alle prese con mille peripezie. La serie nasce nel 2011 su Nintendo 3DS come un hack ‘n’ slash a scorrimento dopodiché, con il passare degli anni, riesce ad allargare la cerchia di appassionati dando vita a manga e show animati, pur continuando a evolversi nello stile di gioco fino ad arrivare a oggi con Senran Kagura Burst Re:Newal, una riedizione dell’acclamato Burst (sempre uscito su console portatile) che porta l’azione in 3D. Saranno riuscite le shinobi a far breccia nei nostri cuori?

My waifu academia

Senran Kagura Burst Re:Newal, in quanto remake di Burst, riprende completamente da quest’ultimo il comparto narrativo, proponendo ai giocatori fin dalle prime battute due percorsi narrativi alternativi, ovvero Ultimate Shadows e Burst, rispettivamente una campagna che aiuta a conoscere le protagoniste dell’accademia di Hanzo e un’altra dalla prospettiva delle antagoniste dell’istituto di Hebijo. A primo impatto la storia può sembrare banale, specialmente agli occhi di chi si cimenta per la prima volta nel mondo di Senran Kagura, eppure riserba parecchie sorprese. Le missioni del primo capitolo sono puramente introduttive, fatte apposta per far prendere confidenza con i protagonisti, ma che fanno rischiare all’intero titolo di sembrare superficiale a causa degli obiettivi da svolgere sempre uguali, che consistono nel decimare orde intere di nemici senza nome né scopo, cattivi per puro gusto di esserlo, e dei dialoghi monotoni e scontati (non aiuta la localizzazione in lingua inglese, che si limita a tradurre i testi parola per parola senza adattarli).

Più si prosegue con la campagna, più la storia ingrana. Dopo un inizio lento e piatto, mosso dal semplice bene contro male senza una ragione credibile e la noiosa vita quotidiana delle ragazze, il gioco svela tanti sviluppi interessanti nonché un eccellente character development, un background delle ragazze verosimile anche nelle antagoniste, tanto da farci dubitare delle nostre azioni da shinobi “buone”. Una faccia della medaglia che non ci aspettavamo di vedere considerando la natura puramente fanservice del titolo; proprio questa natura, infatti, ha una forte influenza sul carattere delle ragazze, tutte carismatiche e che si adattano a ogni stereotipo tipico della società giapponese. Eppure, un titolo del genere riesce a trasmettere una morale velata, mostrando come anche una persona dalla fiducia inamovibile possa avere attimi di debolezza.

Ninja style

Il più grande punto di forza del titolo è senza dubbio il suo comparto audiovisivo. Senran Kagura Burst Re:Newal presenta un ricco e dettagliato character design e dimostra lo svolgimento di un lavoro eccellente per quanto riguarda le movenze e le animazioni, quanto basta a dare una personalità tangibile alle ragazze. Le shinobi sono state create apposta per ostentare un certo carisma, ingrediente fondamentale per scaturire una guerra di preferenze nella mente dei giocatori (specialmente nei maschietti). Il titolo viene incontro ai più esigenti con l’ineccepibile Dressing Room, una raffinata feature che, come suggerisce il nome, ci consentirà di alterare a piacimento l’aspetto delle nostre ninja preferite, cambiandone il colore di pelle e capelli e attingendo a un vestiario dalle dimensioni inarrivabili e in continua espansione grazie agli innumerevoli DLC, gratuiti per la stragrande maggioranza.

Tra abiti casual, uniformi scolastiche, camicie hawaiane e bikini ce n’è davvero per tutti i gusti, e come se non bastasse il titolo ci consente di portare in battaglia contemporaneamente due slot di abiti, riservati alla forma normale e alla trasformazione in shinobi, dando sfogo alla creatività dei giocatori che potranno sperimentare in combinazione le skin create. Inoltre, considerando la possibilità di scattare una foto di gruppo a cinque shinobi messe nelle pose più disparate e provocanti e in uno dei tanti sfondi, si può definire la Dressing Room come un parco giochi, una vera e propria stanza per gli smanettoni (sapete a cosa mi riferisco…).

Altro punto di forza è costituito dalle art, disegni delle shinobi da collezionare durante il gioco realizzate a opera d’arte. Non si può dire lo stesso, tuttavia, del dubbio bouncing dei seni delle protagoniste (manovra puramente fanservice) e del level design nel suo complesso, decisamente blando per quanto riguarda la maggior parte degli stage, con molti angoli inesplorabili e poco dettagliati, anche se il tono dei colori in generale riesce a trasmettere le sensazioni più adatte ai contesti narrativi, con un sole sgargiante se la storia è a un punto vivace, un ammaliante tramonto durante gli scontri decisivi e una cupa notte nelle situazioni più tragiche. Urge menzionare la possibilità di strappare gli abiti delle nostre avversarie in battaglia; che altro si può volere? Da premiare a pieni voti anche il comparto sonoro, sempre su alti livelli grazie alle tantissime nonché ben riuscite tracce musicali e al doppiaggio in lingua giapponese, curato e credibile.