Stories: The Path of Destinies – Recensione

Sviluppatore: Publisher: Piattaforma: Genere: Giocatori: PEGI: Prezzo:

Publisher: Spearhead Games Developer: Spearhead Games
Piattaforma: PS4 Genere: Hack’n’slash/RPG Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 10,99 €

Da qualche anno a questa parte il mondo dei videogames ha visto il radicamento di un genere tutto nuovo al quale Heavy Rain e simili hanno fatto da apripista, ossia quello dei titoli in cui il giocatore ha a disposizione scelte multiple per alterare (almeno all’apparenza) la storia e renderla unica e personalizzata. A questo stile di gioco si unisce anche Stories: The Path of Destinies, sviluppato da Spearhead Games per passare da un puzzle game come Tiny Brains ad un progetto più maturo. Vediamo quindi assieme com’è andata questa fiabesca avventura.

Le vie del destino sono infinite

Il pirata Reynardo è decisamente ciò che meno si avvicina ad un moderno eroe. Poco onore, ancor meno disciplina e tanta voglia di giocare senza seguire le regole lo rendono inaffidabile per qualsiasi tipo di missione, figurarsi quella di salvare il suo regno da un malvagio Imperatore e dalla sua banda di infidi corvi. Ma quando entra in possesso di un libro magico capace di mostrargli gli eventi del suo immediato futuro, come una sorta di oracolo cartaceo, il bucaniere decide che non è più tempo di starsene con le mani in mano e si unisce quindi ad un manipolo di ribelli impegnati in un’aspra battaglia per salvare la loro libertà ed i loro diritti. Il buon Reynardo però scoprirà molto in fretta che la sfida affidatagli dal fato sarà tutt’altro che semplice, e le scelte a cui sarà chiamato saranno altrettanto complicate e molto spesso dolorose.
Inizia con queste premesse la nostra avventura nel fiabesco mondo di Stories: The Path of Destinies, che, come già accennato, fa delle scelte multiple il suo cavallo di battaglia. Sfruttando il libro come strumento decisionale infatti al termine di ogni capitolo al giocatore verrà data la possibilità di scegliere cosa Reynardo dovrà fare: salverete il vostro amico di vecchia data, Lapino, oppure vi recherete nelle rovine alla ricerca di un’arma ancestrale in grado forse di sterminare una volta per tutte l’Imperatore e la sua legione? Tutto in Stories avrà delle conseguenze (molto spesso catastrofiche) che vi guideranno verso uno dei quattro finali disponibili e vi aiuteranno a capire come agire per salvare la vostra pellaccia, quella dei vostri cari e soprattutto salvare il Regno dalla minaccia che incombe su di esso. Tutto questo ovviamente unendo ad un’eccellente narrazione una buona dose di mazzate, inserite nel contesto con una ricetta che mischia sapientemente lo stile degli RPG con meccaniche puramente hack’n’slash. Vediamo quindi più nel dettaglio come il nostro Reynardo potrà difendersi dai nemici ed esplorare il mondo che lo circonda.

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200 ml di spadate…

Per le parti action la scelta fatta dai ragazzi di Spearhead Games è una delle più ovvie nonché forse la più sensata. Il nostro eroe infatti si muoverà all’interno di livelli tridimensionali ben coadiuvato da una visuale isometrica fissa, in stile Diablo per intenderci, che permetterà di gestire al meglio sia le fasi di combattimento che quelle esplorative, dandoci nel contempo modo di apprezzare appieno il lavoro fatto per creare ambientazioni dallo stile anch’esso fiabesco che spaziano però da lussureggianti foreste a cupi edifici in rovina. Analizzando più nel dettaglio la fase di combattimento chi si prospettava già la ricercatezza e varietà vista nel titolone Blizzard rimarrà in parte deluso, dato che le possibilità di Reynardo saranno decisamente più limitate. Per prenderci cura delle svariate schiere di corvi che ci pareranno la strada infatti il pirata potrà fare affidamento unicamente sulla sua spada, dotata di alcuni interessanti power-ups, di un rampino che ci darà modo di attirare a noi i nemici e di una presa utile a scagliare i volatili lontano oppure addosso ai loro commilitoni per ostacolarli. Tutto ciò unito ad una schivata, sbloccabile con l’aumentare dei livelli, ed un contrattacco eseguibile muovendo lo stick analogico in direzione di un nemico pronto a colpirci, evidenziato da un punto esclamativo sulla testa, e premendo il tasto di attacco. Nulla di elaborato per mantenere l’esperienza di gioco accessibile anche a chi di hack’n’slash non avesse mai giocato uno ma che, come rovescio della medaglia, offre una sfida decisamente limitata ai veterani in cerca di battaglie ai limiti dell’umano, tanto più che non sarà possibile selezionare alcun livello di difficoltà, semplificando quindi eccessivamente l’avventura che avrebbe comunque meritato di avere dei momenti di climax in cui impegnarsi al massimo delle proprie possibilità. Fortunatamente però ad aggiungere un certo grado di profondità a Stories: The Path of Destinies ci pensa l’altro grande ingrediente utilizzato dal team, ovvero la componente RPG del titolo.

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… E un cucchiaino di level up

Tutto questo menar fendenti, oltre a permetterci di sconfiggere i malvagi corvi pronti a farci la pelle, porta a qualcosa di più, ossia l’accumulo di punti esperienza. Come in ogni buon gioco di ruolo che si rispetti infatti anche il nostro eroe Reynardo potrà aumentare di livello ed acquisire abilità da un apposito elenco in cui saranno contenuti i suoi “ricordi”, ripristinabili spendendo un determinato numero di punti. Tutto questo ovviamente ci permetterà di migliorare le statistiche base del nostro personaggio, sviluppare nuovi poteri (come ad esempio la possibilità di usare il rampino per togliere lo scudo ai nostri nemici) e molto altro ancora. Se ciò non bastasse, nel corso del nostro girovagare potremo di tanto in tanto imbatterci in dei forzieri al cui interno si celeranno dei minerali e delle gemme. I primi ci permetteranno di sbloccare potenziamenti elementali per la nostra spada, come ad esempio fuoco e ghiaccio, che altereranno il nostro stile di combattimento e ci permetteranno di utilizzare degli speciali poteri magici, come il congelamento, e di aprire porte chiuse che ci porteranno in aree nascoste ricche di tesori e soprattutto di letali avversari. Le gemme invece svolgeranno il ruolo dei classici monili da equipaggiare al nostro eroe, dato che ognuna ci garantirà un diverso bonus, come ad esempio un aumento della velocità di attacco, un miglioramento delle nostre capacità magiche e via discorrendo. Tutto ciò si amalgama incredibilmente bene all’interno dell’avventura che affronteremo, fatta eccezione per la generale scarsità di banchi da lavoro su cui andare a personalizzare e migliorare il nostro equipaggiamento (in questo senso un’apposita opzione dal menu di pausa non avrebbe guastato), e ci permetterà di affrontare al meglio i tanto odiati corvi, che si presenteranno a noi in alcune varietà. Oltre infatti al classico soldato semplice avremo modo di incrociare le lame con stregoni, kamikaze e guerrieri corazzati, che aggiungeranno pepe agli scontri e richiederanno di sfruttare anche il cervello oltre ai muscoli, per completare il quadro di un titolo che nelle circa 6 ore necessarie per arrivare al vero finale non ci darà mai modo di annoiarci.

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Mai dimenticarsi l’ingrediente segreto!

Il connubio di due meccaniche come quella action e quella da gioco di ruolo funziona bene e rende Stories: The Path of Destinies un titolo, per quanto relativamente semplice, decisamente divertente da giocare. Ad elevare però l’opera di Spearhead Games sopra la media del genere è la componente narrativa. Oltre ad una grafica di buon livello infatti quello che più colpisce il giocatore è la qualità delle sezioni descrittive, descritte in un inglese elementare da un narratore che si cala perfettamente nello stile canzonatorio e fiabesco scelto dal gioco. Gli eventi ci vengono (giustamente) presentati come se stessimo leggendo un libro, con cambi di timbro per dare un tocco personale ad ogni personaggio che parlerà ed una descrizione in terza persona che ha il merito di calare il giocatore perfettamente nel tema scelto dai produttori. A completare il tutto troveremo degli ottimi sottotitoli in italiano che daranno modo anche a chi non mastica la lingua anglosassone di farsi strappare ben più di un sorriso dalle irriverenti battute di Reynardo e compagni, stereotipazioni degli individui tipici che troviamo nelle fiabe, come ad esempio la volpe, il coniglio ed il rospo, che riescono però a non scadere mai nel banale ed offrono, pur con una trama semplice tanto quanto i combattimenti, una narrazione fluida in grado di catturare l’attenzione del videogiocatore e tenerlo incollato allo schermo fino al termine del gioco ed anche oltre. Sì, perchè anche dopo averlo completato, Stories: The Path of Destinies avrà ancora molto da offrirci, con tanti piccoli tasselli per completare l’ampio mosaico di finali ed eventi intrecciati con maestria dai ragazzi di Spearhead Games. Un breve accenno anche al comparto audio, che non brilla per originalità ma si adatta in maniera ottimale agli ambienti ed alle situazioni in cui il nostro bucaniere sarà coinvolto e che fanno da ciliegina su una torta già di per sé ottima.

Trofeisticamente parlando – Faccio solo un assaggio di tutto

A dispetto delle aspettative, che prevedono una lista con le solite 10-15 coppe, Stories: The Path of Destinies va oltre anche in questo senso, offrendo al giocatore una lista composta da ben 38 trofei tra cui spicca uno scintillante Platino, per raggiungere il quale dovremo però dar fondo a tutte le nostre abilità e vedere tutto ciò che il gioco avrà da offrirci. Oltre infatti ai classici trofei legati al raggiungimento di tutti i finali ne avremo anche alcuni legati ai combattimenti, altri relativi ai forzieri ed infine una manciata legati alle nostre abilità ed all’utilizzo delle stesse, per completare una macedonia che fa di tutto un po’ ma non ci complicherà eccessivamente l’esistenza, permettendoci di raggiungere agilmente la massima ricompensa in una ventina di ore abbondanti, come dettagliatamente descritto nella nostra esauriente guida ai trofei (in lavorazione, a dire la verità).

VERDETTO

Stories: The Path of Destinies è sicuramente una splendida sorpresa, visto che con il suo giusto mix di scelte multiple, azione hack'n'slash ed elementi tipici dei giochi di ruolo riuscirà ad accontentare molti videogiocatori. Tutta questa abbondanza però ha costretto i ragazzi di Spearhead Games a rinunciare a qualcosa, nello specifico alla profondità nei combattimenti che ai veterani risulteranno fin troppo semplici. Questo piccolo neo però non riesce ad intaccare la bellezza di un progetto che vi regalerà molte ore di divertimento, anche grazie ad un ottimo doppiaggio e ad un'elevata rigiocabilità, che permettono a questo titolo di elevarsi nettamente sopra la media dei titoli indipendenti.

Guida ai Voti

Stefano Bongiorno
Nato e cresciuto in cattività, il giovane Stefano è stato svezzato a latte in polvere e Nintendo, cosa che lo ha portato con gli anni a dover frequentare svariati osteopati a causa delle deformazioni alle mani causati dall'uso di pad rettangolari. Oggi ha una certa età e scrive per il Bit, non perché abbia una scelta, ma perché altrimenti il boss Dario lo fustiga con le copie invendute di Digimon All-Star Rumble. Nel tempo libero si dedica occasionalmente al suo lavoro di commesso di telefonia e soprattutto alla caccia al Platino, con scarsi risultati.