The Witcher 3: Wild Hunt – Blood and Wine – Recensione

Sviluppatore: Publisher: Piattaforma: Genere: Giocatori: PEGI: Prezzo:

Publisher: Bandai Namco Developer: CD Projekt RED
Piattaforma: PS4 Genere: Action-RPG Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 18,99€

Finalmente ci siamo, la seconda ed ultima espansione di The Witcher 3: Wild Hunt è finalmente disponibile, Blood and Wine può essere scaricato sulle nostre console e l’ultima avventura prima di salutare definitivamente Geralt di Rivia è pronta per essere divorata da tutti gli appassionati dello Strigo, ma possiamo realmente definirla espansione?

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“Ah Toussaint… la terra del vino e dell’amore!”

Blood and Wine è più di una semplice espansione, potrebbe tranquillamente essere un gioco a sé stante con la sua terra, i suoi nuovi personaggi, la sua nuova storia, i mostri, nuove armi, armature e missioni secondarie, insomma avere Blood and Wine installato, porta a nuova vita The Witcher 3: Wild Hunt. L’espansione può essere avviata in due semplici modi: aver completato la missione principale “Un poeta sotto pressione”, quindi salvare Dandelion a Novigrad, oppure avviarla direttamente dal menù principale selezionando la voce “Nuova Partita”.
In entrambi i casi il livello consigliato per avviare la missione è il 34 (64 in Nuova Partita+); avviando direttamente l’espansione dal menù principale ci ritroveremo con un Geralt già al livello necessario, con le missioni principali totalmente completate, una montagna di punti esperienza da assegnare, un bel po’ di oro da spendere ma con un equipaggiamento base da Witcher (l’armatura iniziale del gioco per intenderci). La scelta di come avviare Blood and Wine spetta solamente a voi.

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Il DLC ha una durata annunciata di 30 ore, ma riesce a superare tranquillamente la cinquantina, date anche le aggiunte al gioco base, come l’upgrade delle armature da Witcher dal grado Leggendario a livello Gran Maestro e relativi bonus se si indossa l’intero set, 90 missioni aggiunte tra principali e secondarie (praticamente il numero di missioni totali presenti in Red Dead Redemption), 40 nuovi punti di interesse, il level cap spostato al livello 100, 12 nuove mutazioni e infine un’enorme villa da gestire e riparare in quel di Corvo Bianco, proprio come accadeva sulla serie di Assassin’s Creed, per divenire poi viticoltori provetti.

Un contratto regale

Blood and Wine si avvia nel Velen: due cavalieri della regione del Toussaint richiedono i servigi di Geralt come Witcher, dato che un mostro sta sterminando poco alla volta i cavalieri della duchessa Anna Henrietta; il compito di Geralt è quello di recarsi dunque nel Toussaint, scovare il mostro ed ucciderlo. Un classico contratto da Witcher che però si rivelerà essere più ostico di quanto sembra, tra intrighi, vampiri, maledizioni e mostri di ogni sorta, per poi concludersi con un’epica boss fight dove il Witcher si rivela essere, ancora una volta, il combattente più forte del Continente. Accettata la missione siamo subito teletrasportati nel Toussaint, la terra del vino e dell’amore, ma che ben presto si scoprirà essere una terra oscura, dove il sangue scorre a fiumi e l’unica speranza di salvezza è riposta proprio nello Strigo.

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Un posto da favola

Arrivati a Toussaint notiamo subito un radicale cambio estetico rispetto al Velen, la provincia Nilfgaardiana sarà infatti un territorio quasi fiabesco, pieno di colori vivaci, con un cielo azzurrissimo, vigneti, cespugli in fiore, castelli e rovine elfiche. Il fango, le paludi e la sporcizia presenti a Novigrad e nel Velen saranno solo un brutto ricordo, mentre la neve ed il freddo delle isole Skellige non ci toccheranno minimamente. Qui tutto è bellissimo, il sole fa da padrone, cavalcare per le campagne coltivate e tra i vitigni del Toussaint è magnifico – che tra l’altro ricordano molto le campagne italiane e francesi – ed anche Geralt afferma che il territorio sembra sia uscito da una fiaba.

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The Witcher 1.20

Ma non possiamo parlare di Blood and Wine senza almeno citare la patch 1.20. CD Projekt RED ha rilasciato quest ultimo aggiornamento per tutti i giocatori di The Witcher 3: Wild Hunt, infatti anche se non siete in possesso dell’ultima espansione potete comunque vedere i cambiamenti apportati dalla patch.
Si parte con una riordinata ai vari menù tramite un restyling grafico, in questo modo tutto sarà sotto la voce apposita come bombe, equipaggiamento, cibo e bevande, pozioni e così via. È stato poi aggiunto un utilissimo libro intitolato “Una miracolosa guida al Gwent”, tramite il quale sarà possibile gestire la nostra collezione di carte di Gwent e vedere anche quali mancano all’appello, avendo a disposizione anche una voce su come raccogliere le carte mancanti. Il libro andrà acquistato da un apposito mercante, ma sarà comunque disponibile a tutti fin da subito.

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Ma… ebbene si c’è un ma. Per quanto la nuova zona sia enorme, piena zeppa di cose da fare e, come la mappa principale, “viva”, la versione PlayStation 4 non brilla al 100% sotto l’aspetto grafico. Sia chiaro, stiamo comunque parlando di un prodotto superlativo, ma per quanto nella versione PC siano stati apportati miglioramenti grafici, sulla console Sony si notano a malapena e, particolarmente di giorno e nelle giornate soleggiate, una mancanza di texture sul fogliame, o a volte dei rallentamenti sul caricamento delle texture con i personaggi secondari. Niente che faccia gridare allo scandalo, ma ci sembrava giusto almeno segnalarlo. Inoltre grave pecca del titolo, i caricamenti rimangono ancora il più grande difetto del gioco. I ragazzi di Digital Foundry hanno inoltre svolto un test sul frame rate del DLC, che si dimostra solidissimo e fisso a 30fps (su console si intende).

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Trofeisticamente parlando…

In ambito trofei il DLC si rivela molto semplice. Abbiamo a disposizione 13 nuovi trofei, tutti di bronzo che si sbloccheranno semplicemente giocando e approfondendo l’espansione. Forse l’unico trofeo che può rivelarsi più ostico potrebbe essere quello di collezionare tutte le nuove carte di Gwent, che personalmente trovo sempre una spina nel fianco, anche nel gioco base. Segnalo un trofeo mancabile durante la prima missione nel Toussaint dove bisogna colpire il Golyat con una freccia nell’occhio, i restanti trofei prevedono di completare determinate missioni, uccidere un nemico come in Terminator 2 e trovare tutti gli schemi di livello gran Maestro, insomma, vi basterà semplicemente giocare ed esplorare la nuova terra per ottenere un relativamente semplice 100%.

VERDETTO

Lo studio di CD Projekt RED non poteva trovare modo migliore per salutare definitivamente il macellaio di Blaviken. L'ultima espansione è qualcosa di sublime, che saprà farvi ricadere nel tunnel di The Witcher 3 ancora una volta e che si può tranquillamente definire la miglior espansione mai uscita per un videogame. Ammetto di essere anche un po' dispiaciuto perché Blood and Wine sancisce la fine di Geralt e di uno dei migliori giochi usciti negli ultimi tempi; ma ho piena fiducia negli sviluppatori, che se riusciranno a mantenere un livello qualitativo simile, sapranno farmi e farvi attendere con l'acquolina alla bocca Cyberpunk 2077.

Guida ai Voti

Nicola Raiola
All'interno del mondo del Bit fin dal suo stato embrionale di UPSBlogit. Ha iniziato a giocare alla tenera età di quattro anni. Appassionato a ogni genere videoludico segue con passione, oltre ai videogame, anche film, anime e manga. Questo, purtroppo, è causa della sua instabilità mentale.