Sviluppatore: Thinice Games Publisher: Ratalaika Games Piattaforma: PS4 (disponibile anche per PS Vita) Genere: Platform Giocatori: 1-2 PEGI: 7 Prezzo: 4,99 €

Qualità, ma poca varietà

Il lato migliore del gioco, per l’appunto, è la gestione di certe dinamiche nei livelli più avanzati. I primissimi, infatti, non sono altro che passeggiate dall’ingresso all’uscita che offrono un grado di sfida praticamente nullo. Avanzando, però, possiamo incontrare fasi più impegnative, anche se mai proibitive, che ci fanno assaporare ciò che Twin Robots avrebbe potuto essere osando un po’ di più.

Tra gli elementi ambientali da cui guardarsi ci sono punte acuminate fisse o a comparsa alternata che causano morte immediata, pozze di acido che abbassano gradualmente il livello della batteria del robot fino a ucciderlo, calamite ad attivazione temporanea che hanno lo stesso effetto, ingranaggi mortali fissi o che rotolano verso di noi lungo superfici in discesa e le classiche presse da superare col giusto tempismo. Ad aiutare la nostra progressione troviamo getti d’aria che ci sospingono verso piattaforme altrimenti irraggiungibili, cubi di diverse dimensioni da usare per attraversare le pozze d’acido più estese o per attivare piastre a pressione che tengono aperte alcune porte, ascensori e pareti ravvicinate sulle quali saltare a zig-zag.

Dalla combinazione di questi ingredienti, com’è facile immaginare, nascono le diverse situazioni dei ventotto livelli, che diverse sono solo fino a un certo punto. Mai, infatti, si ha la sensazione di essere messi alla prova in modo spinto e anche gli enigmi più articolati (tre o quattro in tutto) non richiedono in realtà che un minimo di ragionamento ed eventualmente un riavvio del livello per scegliere una via piuttosto che un’altra. Twin Robots è insomma un titolo amichevole al punto da risultare accomodante e ciò lo rende piuttosto anonimo, per non dire mediocre.

Belli carichi!

Anche l’elemento distintivo del gioco, la gestione delle batterie dei robot, risulta male implementato. Ogni nostro passo e soprattutto ogni nostro salto riducono gradualmente la barra della carica, che, se portata a zero, determina la nostra morte. In qualunque momento possiamo trasferire energia da un robot all’altro, facendo attenzione a conservarne a sufficienza per attivare la porta di uscita del livello. Purtroppo, è praticamente impossibile restare senza energia o anche solo trovarsi alle strette, sia perché uno dei due robot, quello inizialmente libero, parte sempre con la barra piena, sia perché l’attivazione dell’interruttore che blocca la pressa accende sulle piattaforme luci che, al passaggio, ricaricano istantaneamente il personaggio. Stando attenti all’acido e alle calamite, insomma, dovremmo vagare in giro a caso o saltare in maniera prolungata e senza scopo per restare davvero senza energia.

Per concludere i difetti, non possiamo non citare qualche problema nell’interazione con i cubi, che spesso al minimo contatto scattano in modo innaturale verso aree lontanissime costringendoci a recuperarli con difficoltà o a riavviare il livello, e un fastidioso bug per cui, avvicinandoci con un robot a una delle porte attivabili e passando a controllare l’altro, per qualche ragione il gioco rallenta e procede a scatti finché non torniamo di nuovo al primo protagonista e lo spostiamo di qualche passo. La spinta alla rigiocabilità è bassissima, a dispetto del timer che vorrebbe invogliarci a migliorare i nostri tempi ma che nulla può contro la banalità di molti livelli.

La grafica di Twin Robots riassume al meglio le caratteristiche del gioco: simpatica la realizzazione dei personaggi, ripetitivi gli elementi dei livelli e soprattutto gli sfondi. Un minimo di varietà anche nelle ambientazioni non avrebbe guastato. La colonna sonora è costituita da motivetti rock o techno ripetuti in loop che dopo pochi secondi diventano fastidiosi, invogliandoci ad abbassare il volume, mentre gli effetti audio sono pochi e di una semplicità davvero estrema.

Trofeisticamente parlando: my name is Ma… ehm, Twin Robots

Forse Twin Robots i numeri li farà per motivi che esulano da trama e gameplay. Il suo set di venti trofei include appena quattro coppe di bronzo, mentre sei sono gli argento e nove gli oro. E non manca il Platino, che a conti fatti è ottenibile in appena un paio d’ore e con una spesa davvero esigua (pane per i cacciatori di trofei). Per la coppa blu è sufficiente finire tutti i livelli con entrambi i robot vivi, morire in determinati modi e raccogliere le batterie sparse per i livelli. Peccato che moltissimi trofei siano buggati, nel senso che non compaiono quando dovrebbero, ma solo dopo aver riavviato il gioco o dopo aver connesso un secondo controller. Niente di irrimediabile, anche grazie alla nostra guida.

1
2
RASSEGNA PANORAMICA
Voto
5/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente.