Publisher: Activision Developer: Treyarch
Piattaforma: PS3 Genere: FPS Giocatori: 1-4 (Online 2-18) PEGI: 18

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento con lo sparatutto più amato degli ultimi tempi: Call of Duty Black Ops viene affidato al team Treyarch che porta con sè il pesante fardello di non poter deludere gli amanti di Modern Warfare. Il risultato è soddisfacente, ma un’analisi più profonda ci serve per mettere in luce cosa non va in questo titolo.

4, 8, 15, 16, 23, 42

Siete legati ad una sedia, ed un uomo misterioso vi sta torturando. “Cosa sono i numeri?” “Dove portano i numeri?” “Che significano i numeri?”: tranquilli, non state assistendo ad una delle prime puntate di Lost. Alex Mason, il soldato che impersonerete in Black Ops, è costantemente ossessionato da una serie di numeri contenenti un messaggio criptato che solo lui è in grado di decifrare. Il fisico non regge alle scosse che ci vengono date tramite la sedia a cui ci ha bloccato il nostro misterioso interlocutore e, provando inutilmente ad opporre resistenza, sveniamo continuamente. E’ questo l’intelligente escamotaje utilizzato dal team di sviluppo per riuscire a coprire una vasta gamma di locations e periodi temporali altrimenti troppo distaccati tra di loro. Siamo in piena guerra fredda, è le ostilità tra Stati Uniti e Russia si fanno sempre più forti: il nostro ruolo all’inizio non ci è chiaro, ma la trama andrà pian piano chiarendosi diventando sempre più interessante, in un ritmo crescente che solo all’epilogo vi farà percepire la bontà della linea narrativa.

Alex Mason sarà profondamente ossessionato dai numeri

Da piccole cittadine a basi missilistiche, da montagne innevate a fitte foreste: la varietà di mappe presenti nella campagna singleplayer è molto curata, ed in ognuna di esse il team Treyarch non si è lasciato scappare l’occasione di mettere in risalto la crudezza della guerra. Il gioco è catalogato come PEGI 18, e bisogna ammettere che spesso assisteremo a scene molto violente. Se siete deboli di stomaco, quindi, potreste non apprezzare la – spesso gratuita – amputazione di arti, gli sgozzamenti e i litri di sangue che scorreranno nel corso dell’avventura di Mason.

Copy-Paste

Il lavoro di Treyarch, mirato ad arrivare certamente ad un risultato finale apprezzabile dalla massa, è sempre stato riconosciuto come una sorta di copia-incolla rispetto ai precedenti lavori di Infinity Ward . Anche per questo capitolo, se siete fan di Call of Duty, davanti a voi non si presenterà altro che un ulteriore Call of Duty. E’ forse un male? Sotto l’ottica di un “CoD-fanatic”, questo non può essere che un bene, poiché la frenetica formula di gioco che caratterizza la saga è oro colato per chi la ama. Chi, al contrario, è indifferente alla serie, questo potrebbe tranquillamente passare come un semplice e banale sparatutto in prima persona. La sostanza di fondo, per quanto ognuno sia libero di non apprezzare lo sparatutto di Activision, è che Call of Duty piace, e in casa non si fa altro che guardare i dati vendita: squadra che vince non si cambia!

Confermato: quel soldato non aveva paracadute

Se vogliamo però mettere i puntini sulle “i”, bisogna constatare alcuni passi indietro commessi da Treyarch che in tutta sincerità non ci saremmo aspettati. Nonostante il contesto lo possa parzialmente giustificare, dobbiamo purtroppo far notare il ritorno alla formula – spesso odiata – del respawn infinito dei nemici. In campo aperto è chiaro vedere un’infinità di soldati, soprattutto se si tratta di orde di vietnamiti, ma è altrettanto vero che ritrovarsi ad uccidere dei nemici che si posizionano sempre negli stessi punti in un evidentissimo loop è abbastanza frustrante e “old-gen”, soprattutto se gli obiettivi della missione non ci vengono chiariti per bene. Questo aspetto si costata solo di rado, ma ha un effetto quantomeno sgradevole nel quadro generale del gioco.

La prima metà della storia si basa, come da tradizione, su mappe molto lineari, spesso anche troppo. Vedere nel 2010 corridoi interrotti da improbabili barili e strade bloccate da macchine impossibili da superare con semplici salti – per quanto possa essere funzionale ai fini della struttura di gioco – dà sempre un senso di limitatezza al giocatore. Un approccio simile dobrebbe essere ormai sorpassato e sostituito da una formula di gioco più genuina: la storia per fortuna cambia nella seconda metà del gioco, in cui si presenteranno mappe più ampie che finalmente offriranno una maggiore libertà di approccio.

Non solo fucili

Call of Duty Black Ops prende intelligentemente ispirazione dai titoli di Infinity Ward per giostrare su una buona varietà di situazioni. Sebbene la maggior parte del tempo la passerete imbracciando fucili e tenendo il dito sul grilletto, non mancheranno fasi a bordo di veicoli: si passerà da motociclette a jeep, da imbarcazioni a elicotteri. In ognuna di queste situazioni i controlli sono molto intuibili, e l’esperienza di gioco che ne deriva è abbastanza apprezzabile.

E' lui o non è lui? Il nostro amico Fitz!

Nota di assoluto merito – per quanto strano possa risultare a chi invece ama sparare in continuazione – sono le due missioni che vivrete quasi come spettatori, che offriranno un’atmosfera ottima potendosi appoggiare su un doppiaggio a tratti superbo. Queste parti vertono verso la filosofia secondo cui il videogioco deve offrire prima di tutto una vera esperienza, indipendentemente da cosa si fa tenere in mano al personaggio principale, e Treyarch è riuscita a raggiungere ottimi risultati.

Scommettiamo che…

E’ assolutamente scontato dire che il punto di forza di Call of Duty risiede nel multiplayer, ma ve lo ricordiamo ugualmente nel caso ve ne foste misteriosamente dimenticati. In questo capitolo sono state introdotte diverse novità che contribuiscono ad arricchire la globale esperienza online, che comunque riesce a rimanere fedele a quelle dei passati episodi.

A caccia di Nazi-Zombie: niente di più gratificante!

 

La principale novità risiede nell’inserimento dei CoD Points, nuova valuta che apre strada ad un’ inedita personalizzazione dell’arsenale bellico a voi affidato. Per riempire il nostro salvadanaio sarà adesso possibile affrontare delle missioni – presentate sotto forma di contratti – che daranno un’ottima spinta al giocatore, adesso maggiormente stimolato ad impegnarsi per poter implementare a proprio piacimento le caratteristiche delle proprie armi.

Treyarch sembra anche aver capito che il gioco d’azzardo può rivestire un ruolo fondamentale, ed ecco che nasce quindi la possibilità di effettuare Scommesse sulle proprie performance: un’idea tanto originale quanto funzionale, che per la prima volta in assoluto si affaccia sul mondo del multiplayer online. La struttura degli scontri, ad ogni modo, rimane pressochè identica a quella a cui sono abituati da anni i fan: corse frenetiche, valanghe di fucili, rapido respawn e mappe non distruttibili.

Commento finale

Call of Duty Black Ops gode di una campagna single-player discreta dall’ormai durata “standard” di circa 6-7 ore, e può inoltre affidarsi su un rinfrescato comparto online che facilmente verrà apprezzato dai fan. Dal punto di vista tecnico i risultati non sono eccezionali, ma la cura dell’audio fa presto dimenticare questa dolente caratteristica del titolo Activision. Se ogni anno rinnovate il vostro abbonamento con Call of Duty, questo 2010 non potrà fare eccezione.

8/10