Aircraft Evolution – Recensione

Sviluppatore: Satur Entertainment Publisher: Sometimes You Piattaforma: PS4 (disponibile anche per Mobile) Genere: Azione Giocatori: 1 PEGI: 16 Prezzo: 9,99 €

Mentre il mondo abbraccia il futuro del gaming e la prossima generazione videoludica con PlayStation 5, e mentre centinaia di sviluppatori si scervellano su come utilizzare al meglio le capacità dei nuovi hardware, c’è sempre qualcun altro intento a fare l’esatto opposto e attraversare un sentiero già battuto. E’ il caso dell’ormai arcinota Sometimes You, conosciuta per il livello di qualità dei videogiochi mai pretenzioso e dal Platino facile. Intendiamoci, naturalmente non tutti i videogiochi targati Sometimes You sono cafonate spilla-soldi, certi titoli – per quanto banalotti – hanno una propria anima. Ma se ci aspettavamo che Aircraft Evolution rientrasse in questa categoria, purtroppo, ci siamo sbagliati di grosso.

Aircraft Evolution

Bombarda a più non posso

La storia di Aircraft Evolution rispecchia la sensazione che si prova quando si saltano di prepotenza le cutscene di un videogioco di guerra; siamo qui, a bordo di un aereo sganciabombe, e abbiamo l’obiettivo di distruggere tutto. Nessun contesto, nessuna spiegazione né delucidazioni su chi stiamo impersonando e chi siano i generici “nemici”; è quel tipo di buco di trama di cui si fa volentieri a meno negli action o sparatutto frenetici, l’opposto di ciò che rappresenta Aircraft Evolution. Il titolo di Sometimes You si avvicina, infatti, molto più a un videogioco mobile di dieci anni fa che a un action, come la sua descrizione sul PlayStation Store d’altro canto sottolinea.

Dovremo portare a termine quaranta missioni di distruzione casuale, divise in quattro categorie da dieci missioni ciascuna e ognuna di esse divise in diverse ere, dalla Prima Guerra Mondiale a guerre futuristiche e partendo – letteralmente – da un aereo di cartone per finire con un incrociatore stellare. Tra queste quaranta missioni, tuttavia, oltre la frenesia e la cura dietro la realizzazione delle singole, anche la varietà viene a mancare; ripeteremo spesso e (non) volentieri le stesse tipologie di missioni una dopo l’altra, tra uccidi tutte le unità, distruggi tutti gli edifici e arriva al traguardo prima dello scadere del tempo. Quest’ultima tipologia, per quanto facile da vincere e minimalista nella realizzazione, resta però l’approccio più godibile, e questo la dice lunga.

Aircraft Evolution

L’intera esperienza, a prescindere dal tipo delle missioni, si riduce a un corri e spara. Con una rigidità inenarrabile controlleremo il nostro aeroplano, senza possibilità di arrestarlo o di poggiarci al suolo, posizionandolo su unità e strutture nemiche e sganciando quanti più esplosivi possibili con il tasto R2, lasciando che il fuoco faccia il resto. L’arsenale a disposizione consiste in quattro tipi di bombe, quelle generiche e deboli (ma infinite) seguite dalle bombe al napalm, altre ad alto raggio e ancora dalle bombe supreme, esplosivi viola devastanti. Escluse le bombe generiche, ogni altra risorsa è limitata, persino i kit di carburante con cui far accelerare l’aeroplano o i kit di riparazione del velivolo, e quindi – quantomeno di norma – bisognerebbe fare attenzione a non sprecare munizioni e conservare con cura ogni oggetto raccolto, ma è qui che Aircraft Evolution si rompe.

Esiste una quarta tipologia di gioco, seppur ben più rara, e consiste nei livelli bonus, questi ricchi di risorse, ma inaccessibili una volta completati. E’ possibile però aggirare abbastanza facilmente questo muro riavviando il suddetto bonus un secondo prima della sua fine, accumulare sempre più oggetti – anche i più rari di tutti – e lasciare il livello solo quando si è sicuri di poter compiere stragi su larga scala.

Aircraft Evolution

Trash and carry

Ma essere ben equipaggiati non si traduce necessariamente in missione compiuta; molte infatti sono buggate. In molti casi, quando la missione sarà di tipo sterminio, alcune unità da distruggere si nasconderanno oltre lo schermo e ci spareranno a tradimento, quasi impossibili da scovare. Il modo più sicuro è riavviare la missione e sperare bene, ma tenendo conto che tutte le bombe e i kit usati andranno perduti.

Come non menzionare l’orrenda interfaccia utente e quanto sia scomodo anche solo selezionare le missioni o i mezzi da potenziare, il tutto palesemente strutturato in formato mobile (e quindi da comandi touch), con comandi mal ottimizzati su console e che si sposano malissimo con lo stick analogico del DualShock 4.

Aircraft Evolution

A livello visivo si toccano vette di oscenità raramente viste su PlayStation 4. Hitbox sballate mischiate a fondali scarni e dai colori spenti fanno compagnia a modelli di aerei e nemici generici e mai accattivanti se non, magari, nell’ultima tranche di missioni, dove almeno le strutture hanno un’anima. Terrificante il comparto sonoro, per la maggior parte dell’esperienza assente e, nelle rare occasioni in cui si palesa, fa una pessima figura a causa di tracce impensabili per alcuni stage e suoni ambientali improbabili. Poi non sappiamo bene perché, ma il videogioco, pur essendo in lingua inglese, ha la pagina delle avvertenze iniziali tradotta in italiano (con tanto di font di Grand Theft Auto, elemento bizzarro che abbiamo già incrociato in Explosive Jake).

Trofeisticamente parlando: siamo qui per questo, no?

Il piatto forte dei videogiochi Sometimes You è sempre lo stesso: il Platino facile. Il set di trofei di Aircraft Evolution è basilare e breve da ottenere; personalmente abbiamo impiegato poco meno di un’ora e mezza. E’ richiesto, naturalmente, completare tutti i livelli, migliorare un velivolo al massimo, acquistare il più costoso e distruggere un certo numero di unità, carri armati ed edifici, il tutto tranquillamente fattibile in una sola run anche a difficoltà facile. Easy peasy lemon squeezy.

VERDETTO

Aircraft Evolution, come ogni videogioco Sometimes You, punta senza ritegno ai cacciatori di trofei. Il Platino facile non giustifica la qualità a dir poco scadente del prodotto, pieno di bug, sbilanciamenti, exploit e, anche se giocato come inteso, per nulla stimolante e, anzi, da sonnolenza, tant'è ripetitivo. Salviamo giusto la modalità Gara, questa abbastanza divertente anche se la sfida è ben poca, ma tutte le altre missioni sarebbero da cestinare. Un Platino di questa taratura può davvero valere circa dieci euro e un'ora e mezza del vostro tempo?

Guida ai Voti

Andrea Letizia
Cresciuto a pane e Crash Bandicoot, deve la sua conoscenza dell'inglese grazie a uno studio intenso dei dialoghi sottotitolati nei videogiochi. Grande amante degli action RPG e dei platform, dei cani e del wrestling.