Remothered: Broken Porcelain – Recensione

Sviluppatore: Stormind Games Publisher: Modus Games Piattaforma: PS4 Genere: Horror Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 29,99 €

Dopo l’ottimo Remothered: Tormented Fathers, capace di sorprendere pubblico e critica, Stormind Games torna a raccontare la macabra storia delle famiglie Felton e Ashmann in Remothered: Broken Porcelain. Il primo episodio della saga non era perfetto, tra lacune tecniche e gameplay non sempre all’altezza, eppure riuscì a conquistare tutti grazie all’originalità della trama e alla capacità di incutere ansia e terrore. Le premesse per un ottimo sequel insomma, c’erano tutte, ma qualcosa è evidentemente andato storto.

Remothered Broken Porcelain

Tra passato e presente

In maniera differente rispetto a quanto visto in Tormented Fathers, in cui la storia si svolgeva su un unico piano temporale, Remothered: Broken Porcelain racconta la sua storia muovendosi tra tre diverse epoche. In questo sequel vestiremo principalmente i panni della giovane Jennifer, in un momento antecedente ai fatti del primo episodio, proprio per chiarire tutte le questioni rimaste irrisolte. Non mancheranno comunque fasi in cui guideremo Rosemary Reed o ascolteremo le storie di madame Svenska.

La storia ha inizio con Jennifer che, dopo essere stata allontanata dal suo collegio femminile, viene assunta come domestica presso l’Ashmann Inn. Questo avvenimento si rivelerà ben presto non del tutto casuale, portandoci a scoprire la terribile verità che già avevamo avuto modo di intravedere in Tormented Fathers. La trama è fin da subito più complessa e articolata rispetto al predecessore, rimanendo comunque godibile ma molto meno interessante da scoprire. Sì, perché nel primo Remothered ci si trovava spaesati, senza sapere nulla neanche sulla protagonista, abbandonati all’interno di una villa che via via ci svelava i suoi macabri segreti, mentre in Broken Porcelain veniamo subito riempiti di informazioni, senza avere neanche il tempo di assorbirle.

Un altro aspetto che non ci ha del tutto entusiasmati è la relazione tra Jennifer e Linn, altra giovane impiegata dell’Ashmann Inn. Questo rapporto è un perno centrale dell’intera saga ma, almeno per noi, non sempre viene raccontato in maniera soddisfacente, sia per quantità che per qualità dei contenuti. Nonostante le due ragazze vivano spesso momenti molto emozionanti, sia negativi che positivi, non ci siamo sentiti più di tanto coinvolti, ma la colpa in questo caso non è da attribuire solo a qualche scelta narrativa discutibile. Causa problemi tecnici (che approfondiremo più avanti), molte cutscene sembrano “tagliate” male, con interruzioni improvvise e confusionarie, e animate anche peggio. Tra l’altro il finale è piuttosto risolutivo, dato che risponde a tutti i quesiti e i misteri proposti durante l’avventura; non sappiamo quindi se effettivamente ci sarà una trilogia, come annunciato inizialmente, o questa sarà la fine della saga di Remothered.

Remothered Broken Porcelain

Conferme negative…

Tra le cose da migliorare in Broken Porcelain c’era sicuramente il gameplay. Pur avendo apprezzato molto le dinamiche del primo episodio, ci aspettavamo l’introduzione di significativi miglioramenti nella gestione degli stalker, delle loro routine, della loro intelligenza artificiale, magari anche con qualche meccanica inedita. La formula di base non è cambiata poi molto; dovremo sgattaiolare, stavolta all’interno dell’Ashmann Inn, risolvendo vari enigmi ambientali mentre i nostri nemici, chiamati “stalker”, si aggireranno per l’ambientazione alla nostra caccia. Non avremo armi a nostra disposizione ma soltanto strumenti di fortuna (potenziabili attraverso un sistema di crafting piuttosto mediocre) con cui distrarre o mettere temporaneamente fuori gioco i nemici. Per il resto dovremo far ricorso alla fuga e ai vari nascondigli presenti, tra armadi, bauli e così via. Le uniche novità introdotte sono il potere del Moth Eye di Jennifer, il sistema di abilità e le molteplici boss fight.

Riguardo agli elementi già visti in passato, non c’è stato alcun miglioramento, anzi. Gli stalker sembrano molto meno svegli, penalizzati anche dai tantissimi bug che spesso li bloccano, permettendoci di esplorare e continuare con l’avventura in tutta serenità. In alcune fasi saremo braccati addirittura da più stalker allo stesso momento, con scene al limite del surreale, tra animazioni imbarazzanti e cali di frame rate. L’abbondanza di oggetti di difesa nello scenario, poi, non aiuta affatto a ricreare quel senso di ansia e paura che avevamo adorato nel primo Remothered.

… e novità malriuscite

Le nuove feature introdotte sono anch’esse bocciate su tutta la linea. Si parte con il Moth Eye di Jennifer, grazie al quale potremo controllare una falena per interagire a distanza con oggetti e nemici. Il sistema di movimento è pessimo, difficile da padroneggiare, frustrante per la sua brevissima durata e inutile, poiché potremo attivarlo stando al riparo, rimanendo quindi esposti a qualsiasi minaccia.

Discorso analogo per il sistema di abilità, di cui non sentivamo alcun bisogno, soprattutto per come è stato introdotto; per salire di livello vi basterà trovare delle chiavi, sparse in grande abbondanza per l’ambientazione, così da potenziarvi e rendere ancor più facile l’avventura. Distribuire punti esperienza solo al compimento di determinate azioni o nascondere le chiavi in luoghi più nascosti e difficilmente raggiungibili, avrebbe sicuramente reso questa feature più sensata. Concludiamo con le boss fight, ideate in modo originale, dato che per avere successo dovremo sempre trovare particolari strategie, non potendo ricorrere alla forza bruta, ma fortemente penalizzate da animazioni non all’altezza e frequentissimi glitch.

Remothered Broken Porcelain

Un bug tira l’altro

Se il gameplay di Remothered: Broken Porcelain è insufficiente, gran parte della colpa è attribuibile al comparto tecnico. Grafica e modelli dei personaggi hanno subito un evidente upgrade, ma non si può dire lo stesso di animazioni e di alcune texture. Un vero peccato perché volti ed espressioni dei protagonisti sono molto più curati rispetto al passato, e l’ambientazione, seppur non ispirata come nel primo Remothered, è comunque curata, con tantissime citazioni a svariati film horror. Le animazioni, invece, oltre a essere brutte da vedere, sono spesso afflitte da bug che finiscono per rovinare il videogioco stesso. Bug che risultano una vera e propria piaga per Remothered: Broken Porcelain; nonostante le diverse patch rilasciate dal day one, la situazione è sempre drammatica. Ci è addirittura capitato di dover ricominciare il gioco dall’inizio a causa di un modello comparso per errore che ci bloccava l’accesso all’area successiva. Inaccettabile.

Da menzionare il comparto audio, capace di offrire un’ottima colonna sonora originale e un buon doppiaggio, tuttavia anch’esso da rivedere. Spesso infatti ci siamo trovati davanti a un bilanciamento pessimo, con voci ed effetti troppo alti o bassi, che ci hanno costretto più volte a gestire manualmente i livelli dell’audio. Nota positiva, invece, la localizzazione completa dei testi in italiano.

Remothered Broken Porcelain

Trofeisticamente parlando: Moth Lady

Il Platino di Remothered: Broken Porcelain, almeno sulla carta, non è assolutamente difficile. La realtà però è che i tantissimi glitch presenti potrebbero rendere più complesso il completamento di alcuni obbiettivi, come quelli che richiedono di portare a termine l’avventura senza morire, senza salvare o in speedrun. Se volete farvi un’idea più dettagliata, vi rimandiamo all’elenco trofei già disponibile sul nostro forum.

VERDETTO

Remothered: Broken Porcelain è riuscito a deludere tutte le nostre aspettative. Il comparto narrativo, seppur originale, è penalizzato da un gameplay frustrante e un comparto tecnico insufficiente, afflitto da innumerevoli bug. Poter conoscere tutta la verità dietro la storia introdotta in Tormented Fathers è uno dei pochi, buoni motivi per acquistare questo videogioco, occhio però a non farlo a prezzo pieno (o prima dell'arrivo di nuove patch) o potreste rimanere scottati, soprattutto se avete apprezzato il primo episodio.

Guida ai Voti

Gennaro Favatà
Detto anche Giovanni, dagli amici di Ubisoft. Newser, inviato, grafico e se sei fortunato lo trovi anche sul forum di PlayStationBit. Ama alla follia fumetti, cartoni animati, videogiochi e quanto di più colorato e nonsense ci sia, non disdegnando però generi più dark come l'horror e il noir. Inoltre, come ogni eroe che si rispetti, sa trattenere il fiato per dieci minuti.