The Last Of Us Remastered – Recensione

Sviluppatore: Naughty Dog Publisher: Sony Computer Entertainment Piattaforma: PS4 Genere: Azione/Avventura Giocatori: 1 (Online: 2-8) PEGI: 18 Prezzo: 39,99 €

E’ ormai sempre più diffuso l’aderire alla pratica di rifacimento estetico. Le motivazioni sono le più disparate, come ad esempio uno svecchiamento fisico, una correzione di un piccolo difetto e altre ragioni simili. In mezzo a questo limbo ricostruttivo, troviamo anche – con nostra somma fortuna – qualche cliente con un po’ più di sale in zucca di quanto ci si potrebbe aspettare, ossia Sony, che ha voluto imprimere anche sulla line-up PlayStation 4 il sempreverde marchio di Naughty Dog, grazie all’ultima fatica del team. Stiamo ovviamente parlando di The Last Of Us Remastered.

the last of us remastered recensione

The Last “One” Of Us

Dal punto di vista strettamente narrativo questa nuova edizione del gioco non presenta modifiche di alcuna sorta, rispetto all’episodio “originale”, di cui vi invitiamo a leggere la recensione, qualora non lo abbiate già fatto, per avere un quadro generale di un titolo che diamo per scontato conosciate. In questa sede, infatti, analizzeremo soprattutto le differenze e i miglioramenti pensati per questa versione PlayStation 4 di The Last Of Us. A proposito delle peripezie di Joel e di Ellie vi abbiamo già parlato in abbondanza, e quanto non è stato detto è stato omesso esclusivamente per il vostro bene. Nel caso in cui siate tra quei quattro folli che non abbiano ancora giocato The Last Of Us, infatti, incorrere in uno spoiler sarebbe una delle cose peggiori che vi possano capitare, considerando la spettacolarità, la sapienza e la densità della trama messa a punto da Naughty Dog.

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Ci limitiamo, dunque, per questa volta, a fare i nostri più sentiti complimenti agli sviluppatori, per la cognizione di causa con la quale hanno saputo confezionare un prodotto avente una “superficie” ormai logora e ritrita. La moda del momento sembra infatti scrivere delle sceneggiature (di fumetti, di film, di libri, di serie TV… insomma, fate voi!) che percorrano unicamente le vie degli scenari post-apocalittici conditi da esseri soprannaturali di ogni provenienza, i quali, alla fine, sortiscono un effetto soporifero, data appunto la saturazione degli utilizzatori. Ma Naughty Dog ha invece puntato tutto sulla caratterizzazione e le relazioni tra i diversi personaggi, che rendono vivo e vibrante il mondo di gioco, catalizzando l’attenzione del pubblico in modo da rapire la carica empatica di ognuno di noi fin dai primi dieci minuti di gioco. La brutalità con la quale vengono a contatto Joel ed Ellie permettono loro di essere i direttori di un’orchestra che suona una melodia sopraffina ma senza spartito, in quanto tutto è perfettamente amalgamato e confezionato su misura per i protagonisti.

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Come molti sapranno, però, oltre agli elementi puramente narrativi, anche il gameplay è uno dei cardini della produzione Sony. Il titolo si ancora perfettamente al genere adventure, condito in maniera sapiente da componenti di pura matrice stealth, senza dimenticarci l’elemento “sopravvivenza”, per cui risulterà fondamentale il sistema di crafting inserito dagli sviluppatori nel titolo, specie nelle fasi più avanzate del gioco e alle difficoltà più elevate. Esplorazione, una piccola dose di tattica e qualche enigma vanno a incorniciare un’opera d’arte che verrà ricordata negli annorum della storia videoludica, in grado di far innamorare e rammaricare allo stesso tempo chiunque interagisca, anche da spettatore, con The Last Of Us (in quanto prima o poi i titoli di coda giungeranno).

Bigger, better more bad… us

Le vere e proprie migliorie sono visionabili se si contestualizza il comparto tecnico e grafico in primis, così come quello sonoro. Facendo riferimento soprattutto al primo, Naughty Dog è riuscita nella titanica impresa di incrementare ancora di più il dettaglio e la pregevolezza di The Last Of Us cementificando il frame rate a 60 fotogrammi al secondo, con una risoluzione video pari a 1080p. Ciononostante, in-game è presente l’opzione per abbassare i frame a 30 in modo da eludere le fasi di affanno che il codice di gioco subisce nelle fasi più concitate, confuse e dinamiche.

Oltre a questi piccoli e legittimi nei, è da idolatrare il fatto riguardante la pulizia delle texture e una profondità di campo impareggiabile che, accompagnata da un comparto di illuminazione ancora più definito, porta alla dipendenza le cornee che non vorranno staccarsi dai pixel sullo schermo. Da premettere però una considerazione naturale. The Last Of Us già ai tempi dell’uscita su PlayStation 3 mise in mostra la bontà del proprio comparto tecnico, ed è quindi comprensibile il fatto che gli occhi più attenti non riescano a carpire la sottile differenza che separa le due differenti versioni. Quello che indubbiamente è da apprezzare è la presenza del DLC Left Behind, contenuto che amplia la modalità giocatore singolo, insieme a tante altre piccole perle di cui vi avevamo già parlato. Questo potrebbe essere l’ago della bilancia preponderante per l’acquisto della nuova veste indossata dal blockbuster Naughty Dog.

VERDETTO

The Last Of Us Remastered è l’innovazione della perfezione. Naughty Dog con questa mossa ha effettuato "un doppio scacco matto", dando un ulteriore motivo per l’acquisto di un titolo che ha posto una pietra miliare nel mondo videoludico, grazie all’implementazione di alcuni contenuti extra, in modo da approcciare anche la (minuscola) percentuale di giocatori che ancora non ha avuto la possibilità di interagire con questa esperienza memorabile. L’acquisto è quindi forzato per gli appartenenti a quest’ultima categoria e a tutti coloro che hanno voglia di rigiocare uno dei titoli magistrali della scorsa generazione. Tuttavia è bene precisare il fatto che null’altro è mutato rispetto al passato e, a meno di promozioni super vantaggiose,  l’esborso di altri soldi non è così consigliato per le decine di migliaia di persone che hanno ancora nella mente, nitida, la storia di Joel ed Ellie.

Guida ai Voti

Lorenzo Bologna
La mia vita è stata da sempre legata al mondo dei videogiochi; il tutto ebbe infatti inizio con la PlayStation 1 e Crash Bandicoot (non sono così vecchio). Da allora la droga è entrata in circolo facendomi dipendere in maniera indissolubile al mondo Sony. Agente di commercio e, nel tempo libero, Newser, Valutatore di guide ai trofei, Moderatore, Arredatore ed Idraulico.