Sviluppatore: Obsidian Entertainment Publisher: Private Division Piattaforma: PS4 Genere: Action RPG Giocatori: 1 PEGI: 18 Prezzo: 59,99 €

Bello, ma quanto carica!

The Outer Worlds rappresenta, in conclusione, un gioco ricco, dalle molte sfaccettature e con più livelli di profondità per adattarsi alle esigenze di diversi tipi di videogiocatore. Basti pensare che può essere completato in cinque o sei ore, così come in una trentina. Tutto dipende da quanto vogliamo immergerci nel suo universo. Le buone vendite e la buona accoglienza della critica testimoniano l’ottimo lavoro fatto da Obsidian e gli amanti del genere dovrebbero sicuramente dare una chance al titolo.

I difetti non mancano, come sempre. Il primo riguarda sicuramente i tempi di caricamento, lunghi e deleteri per il ritmo di gioco. Ogni volta che entriamo o usciamo da un insediamento, dalla nostra nave o da un edificio particolare, dobbiamo sorbirci almeno una trentina di secondi di attesa, il che diventa fastidioso soprattutto quando ci stiamo dedicando alle missioni secondarie fatte di rapidi e frequenti viaggi di andata e ritorno. Anche l’accumulo spropositato di missioni che ci vengono proposte dai PNG non aiuta, perché ci porta a sentirci oppressi dalle cose da fare e rema contro la volontà di approfondire per bene le singole trame. La varietà dei nemici non è eccelsa e il livello di difficoltà Normale è tarato verso il basso per buona parte del gioco, con picchi solo in corrispondenza di alcune missioni chiave. Il consiglio per i più navigati è di buttarsi, anima e corpo, nella difficoltà Supernova.

The Outer Worlds

Graficamente il gioco non si posiziona tra i migliori esponenti della generazione, ma ha comunque un suo stile definito e coerente. Gli scenari che visitiamo nel corso dell’avventura sono mediamente variegati, anche se a dire il vero funzionano più nel generale che nel particolare. Il colpo d’occhio su vasta scala è sempre gradevole, mentre nelle singole aree si nota una buona dose di copia e incolla. L’aspetto meno convincente è una certa mancanza di nitidezza nella scena, che a volte rende un senso di confusione in ciò che vediamo a schermo. Nella norma l’accompagnamento della colonna sonora, senza infamia né lode, e il doppiaggio inglese, con un appunto sul già noto problema dei testi scritti in caratteri troppo piccoli e di difficile lettura.

Trofeisticamente parlando: un Platino coloniale

Diversamente da quanto ci si aspetterebbe, la caccia al Platino di The Outer Worlds non sembra un’impresa. Oltre a numerosi trofei legati a eliminazioni eseguite in modo particolare o ad azioni specifiche, che si ottengono quasi automaticamente nel corso di una o due run, l’unica difficoltà sta nella necessità di completare il gioco in modalità Supernova. Per il resto, ci sono alcune scelte che si escludono a vicenda, ma niente che la classica tecnica dei salvataggi di backup e la nostra guida non possano risolvere.

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RASSEGNA PANORAMICA
Voto
8/10
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Classe ’85, divido il tempo tra la moglie e i tre figli e le più svariate passioni. Amo la lettura, la scrittura e i videogiochi e recito dal 2004 con l'Associazione Culturale VecchioBorgo. Eterno bambino, amo la vita e guardo sempre allo step successivo, soprattutto se è più in alto del precedente. Sono grato a PlayStationBit per avermi fatto scoprire la (sana) caccia ai trofei e i Metroidvania.

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