The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV – Recensione

Sviluppatore: Nihon Falcom Publisher: NIS America Piattaforma: PS4 Genere: Gioco di Ruolo Giocatori: 1 PEGI: 12 Prezzo: 59,99 €

Sette anni sono ormai passati da quando il primo The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel faceva il suo debutto su PlayStation 3 e Vita. Sette anni in cui la serie targata Nihon Falcom è riuscita ad arricchire, e in alcuni casi a creare, un universo fatto di intrighi politici e guerre sanguinarie portate avanti da personaggi indimenticabili. “The End of Saga”, questo il sottotitolo giapponese di Trails of Cold Steel IV, mette fine alle vicende di Zemuria. Il diabolico piano messo in piedi dal cancelliere Giliath Osborne ha preso forma, grazie anche all’aiuto “involontario” del nostro Rean Schwarzer. Riuscirà quindi a provocare il Great Twilight? Buona lettura con la nostra dettagliata recensione di The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel IV.

Trails of Cold Steel IV

The end

Ebbene sì, siamo giunti alla fine di questo complicato arco narrativo e possiamo finalmente vedere con più chiarezza il diabolico progetto firmato dal cancelliere Osborne. Gli ultimi istanti del terzo capitolo avevano dato il via a una catena di apocalittici eventi. Tutti derivanti dall’impossibilità del nostro eroe, Rean Schwarzer, di gestire drammatici eventi. Queste rivelazioni, unite al dolore per la perdita di alcuni amici di vecchia data, avevano scatenato nel giovane membro della Class VII una rabbia incontrollabile. Questa, purtroppo, rappresenta anche l’ultimo tassello che poteva innescare il Great Twilight, una maledizione millenaria che pendeva su Erebonia e sui suoi abitanti.

Osborne voleva infatti che ogni singola persona venisse spinta ad arruolarsi e a combattere per la propria nazione, facendo così piombare il mondo in un conflitto perpetuo che sarebbe culminato con l’inevitabile estinzione della razza umana. Il cancelliere, insieme agli Ouroboros (un’organizzazione segreta), all’unità conosciuta con il nome Ironblood e al principe Cedric Reise Arnor, ha quindi rapito il nostro giovane eroe. Perché? per utilizzarlo in un misterioso rituale che può essere effettuato esclusivamente a un passo dalla fine del mondo.

Sono passate solo due settimane

Dagli eventi apocalittici del terzo capitolo sono passate ormai due settimane, ed è proprio da qui che prende il via Trails of Cold Steel IV. Il prologo, oltre che fungere da primo abbozzato tutorial, farà anche emergere tutta la complessità della trama. Gli eventi iniziali ci faranno infatti indossare i panni dei fratelli Bright e della Sezione Speciale di Supporto, rispettivamente i gruppi protagonisti della serie Trails in the Sky e dei due capitoli di Zero/Ao no Kiseki, quest’ultimo mai arrivato purtroppo nel Vecchio Continente.

Trails of Cold Steel IV

Superate le prime sezioni, il gioco cambierà ulteriormente punto di vista, concentrandosi finalmente sulla nuova, e più che mai determinata, Class VII. Questo nuovo gruppo di giovani eroi si sta infatti organizzando per correre in soccorso del proprio maestro, liberandolo così dalle mani del cancelliere Osborne. Ciò sarà però solo l’inizio di un complesso sistema narrativo che ci riporterà a esplorare Erebonia.

Hai studiato?

Come avrete già capito anche voi, la serie di The Legend of Heroes non è propriamente adatta ai novizi. Gli intrighi e le relazioni necessitano infatti di una conoscenza che solo l’aver giocato agli episodi precedenti, e in alcuni casi neanche in questo modo, può dare. Anche l’esaustiva sezione dedicata all’intera vicenda inserita dagli sviluppatori nel menù principale non è in grado di colmare tale vuoto. Questa rappresenta solo un’opzione utile per quei giocatori che vogliono ripassare qualche evento specifico o riportare alla luce relazioni ormai dimenticate.

Rendere il gioco così elitario, dal nostro punto di vista, non rappresenta però un difetto. Ma contribuisce a rendere ancora più unica e avvincente una storia ben articolata a da godersi tutta d’un fiato (anche se le ottanta ore necessarie al suo completamento non sono molto d’accordo). Nonostante ci troveremo a gironzolare per luoghi già visti e rivisti nei precedenti capitoli, gli sviluppatori ci hanno voluto regalare la possibilità di visitare luoghi conosciuti esclusivamente tramite antichi scritti e leggende, come per esempio il villaggio delle streghe nella Grande Foresta.

Trails of Cold Steel IV

Trails of Cold Steel 3.5

Se vogliamo dirla proprio tutta, abbiamo fatto molta fatica a recensire questo titolo come un nuovo capitolo. Valutando la componente narrativa e il gameplay, sarebbe più giusto considerarlo come un Trails of Cold Steel 3.5 o più semplicemente come una ricca espansione degli eventi del precedente gioco. Nonostante la maggior parte dei tasselli vada al suo posto, al termine della storyline principale continueranno però a persistere alcune piccole lacune e punti oscuri. Simbolo, forse, di un mondo di gioco che, come esisteva prima di Rean e dei suoi amici, esisterà anche dopo queste complicate vicende.

Tutto ciò è probabilmente l’aspetto che più ci ha confermato la maturità di questa serie, che non vuole limitarsi a proporre una classica esperienza ruolistica, ma cerca di regalare al giocatore un JRPG a tutto tondo. Tutto ciò finisce inevitabilmente per cozzare piuttosto violentemente con un lato ludico, ma soprattutto tecnico, tutt’altro che innovativo e originale. Mancanze che avrebbero potuto far fare a Trails of Cold Steel il definitivo salto di qualità.

L’unione fa la forza

Come anticipato nella parte conclusiva del precedente paragrafo, l’offerta videoludica proposta da questo quarto capitolo fatica veramente tanto a differenziarsi dal precedente episodio. Complice un riciclo pressoché totale, sia del sistema di combattimento che del motore grafico, in Trails of Cold Steel IV abbiamo faticato parecchio per trovare anche la più piccola novità o aggiunta. L’unico aspetto che ha beneficiato dei cambiamenti maggiori, soprattutto dettati da alcune esigenze narrative, risulta infatti essere il sistema di esplorazione.

Questo, accantonata la linearità del terzo episodio, riabbraccia una libertà che solo Trails of Cold Steel II era riuscito a trasmetterci. Grazie alla disponibilità, in tempi piuttosto brevi, del viaggio rapido, potremo esplorare quasi la totalità del continente decidendo di nostra spontanea volontà se avventurarci in zone inesplorate o tornare sui nostri passi per visitare al meglio alcune vecchie aree. Oltre a un mero discorso contenutistico, la possibilità di esplorare molti luoghi diversi e unici favorisce anche l’immersività del giocatore che, grazie anche alle numerose attività e missioni da intraprendere, si sentirà sempre parte integrante del mondo di gioco.

Trails of Cold Steel IV

Minima spesa, massima resa

Per quanto riguarda invece il sistema di combattimento, i ragazzi di Nihon Falcom hanno fatto il minimo sindacabile, limitandosi a riproporre il classico sistema a turni tipico della serie riducendo le innovazioni (che in molti casi si riducono a vecchie feature riproposte). Tornano quindi così le Arti (magie), i Craft (attacchi speciali) e gli S-Craft (gli attacchi supremi), che insieme ai Brave Order e al caro vecchio Break System rappresentano le principali armi da utilizzare contro i nemici che ci si pareranno davanti.

Rispetto al terzo capitolo, in Trails of Cold Steel IV avremo a disposizione un numero maggiore di BP che ci permetterà di gestire in maniera più tranquilla l’utilizzo degli ordini di squadra e del Break System senza cadere in sbilanciati abusi. Come ultime, ma non meno importanti, dobbiamo citare il ritorno delle Arti Perdute che, insieme alla forma demoniaca di Rean, rappresentano le armi più distruttive presenti nel nostro arsenale. Il combat system si conferma quindi piuttosto complesso e impegnativo, tanto da costringere in numerose occasioni anche il giocatore più esperto a pianificare ogni singola mossa.

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Ma sei fortissimo

Malgrado però i miglioramenti apportati, non possiamo esimerci dal segnalare uno sbilanciamento piuttosto marcato riguardante il cast di eroi proposti. Fin dalle prime boss fight capirete anche voi quali saranno i combattenti più avvantaggiati per la natura stessa del personaggio. Se consideriamo però l’enorme numero disponibile, possiamo pure considerarlo come un errore quanto meno accettabile.

Dire che ci sono eroi più forti di altri, non vuol dire che completare il gioco sia una passeggiata all’acqua di rose. Alla difficoltà intermedia, ci siamo trovati diverse volte in difficoltà per quei classici picchi tipici della saga che rendono pressoché letale anche il più piccolo errore. Una volta domato però il sistema (di nuovo!) e metabolizzato ogni suo aspetto, completare l’avventura restituirà un’impagabile soddisfazione.

Trails of Cold Steel IV

Dal punto di vista tecnico, l’ultima fatica targata Nihon Falcom si è presentata in maniera praticamente identica al precedente capitolo. I modelli poligonali proposti e la qualità tecnica non risultano essere infatti degni di un prodotto uscito al termine della generazione. Anche se, come confermato dagli stessi sviluppatori, tutto dipenderebbe dallo scarso budget disponibile. Soldi a parte, qualche piccolo miglioramento è comunque apprezzabile, soprattutto per quanto concerne le ambientazioni, ora più ricche e dettagliate, e l’illuminazione. Sempre di ottimo livello il comparto sonoro, grazie a una scelta di tracce di qualità e a un doppiaggio nipponico sensazionale. Dubbio il valore della localizzazione inglese, ancora una volta afflitta da troppe licenze poetiche.

Trofeisticamente parlando: it’s time to death… again!

Se avete cercato di platinare, magari pure riuscendoci, i vecchi capitoli, allora siete già a conoscenza della sfida che vi aspetta. Come potete notare dall’elenco, non basterà portare a termine tutti quegli obiettivi relativi alla storia o a qualche attività secondaria. Bisognerà accettare l’idea di perdere anni della propria sanità mentale a causa della difficoltà maggiore. Completare il gioco a livello incubo richiede, infatti, oltre a una conoscenza praticamente perfetta dei pattern nemici, anche una pianificazione minuziosa delle azioni da compiere. Anche il più piccolo errore potrebbe portarvi a un drammatico game over. Il gioco, per fortuna, si lascia giocare che è un piacere.

VERDETTO

Dopo anni di attesa, finalmente l’arco di Erebonia è pronto per l’atto finale. The Legend of Heroes: Trails of Cold Steel ha il difficile compito di risolvere tutte quelle questioni portate avanti in oltre dieci anni di capitoli e spin-off. L’impresa non era certo delle più semplici e per questo i ragazzi di Nihon Falcom hanno giocato d’astuzia e sono andati sul sicuro riproponendo, al limite del copia e incolla, gran parte delle feature presenti nel precedente capitolo. Se quindi da un punto di vista narrativo il titolo eccelle in ogni suo aspetto, la stessa cosa non può essere detta per un sistema ludico fin troppo arido di novità. Lo scarso budget ha giocato un ruolo fin troppo determinante in questa produzione, ma non abbiamo paura di ammettere che questo capitolo si sarebbe meritato un comparto tecnico degno di un gioco di fine generazione. Peccato, perché sarebbe stata l’occasione giusta per far fare alla serie il definitivo salto di qualità.

Guida ai Voti

Ivan Presutto
Ivan, tra studio e basket, riesce a ritagliarsi il suo angolo della giornata per immergersi nel magico mondo dei videogiochi. Gioca un po' di tutto ma i generi preferiti sono: gli shooter (TPS e FPS) e gli action (in particolar modo quelli con una forte componente stealth). Se gli date un controller... sogna!