Siamo stati tra i (pochi) fortunati che in questo fine-settimana hanno potuto mettere le mani sul nuovo gioco di Dragon Ball in arrivo a febbraio 2018. Pubblicato, come al solito, da Bandai Namco, e svilluppato – questa la parziale novità – dai fenomenali ragazzi di Arc System Works (BlazBlue, Guilty Gear), ci siamo apprestati, con grande curiosità, a mettere le mani sul titolo. In questa pagina trovate le impressioni del sottoscritto, mentre alla successiva quelle del petaloso Andrea Letizia, che a sua volta ha potuto provare la closed beta.

 

Online, offline

Cominciamo a sfatare un falso mito. Dragon Ball FighterZ non è il primo gioco legato a Goku e soci sviluppato da Arc System Works, che aveva già messo alla luce Dragon Ball Z: Supersonic Warriors per Game Boy Advance, il seguito per Nintendo 3DS e, sempre per quest’ultima piattaforma, Dragon Ball Z: Extreme Butōden. Certo, altre storie, altre caratteristiche, certamente un altro hype, ma gli sviluppatori conoscono bene le vicende dei sayan, dei namecciani e così via.

Fatta questa premessa, entriamo nel merito della vicenda perché, nonostante la closed beta sia per sia natura online, durante le diverse sessioni di gioco a cui era possibile accedere in fasce orarie dedicate siamo stati puntualmente “rimbalzati” così da non avere avuto modo di menare le mani con nessun avversario in carne e ossa. Poco male (o, almeno, crediamo vivamente che la situazione sarà poi ben diversa a gioco uscito, altrimenti…) perché in caso di problematiche simili gli sviluppatori hanno ben pensato di fare partire un match di addestramento contro l’intelligenza artificiale, così da permetterci di fare qualche partita, unica cosa che desideravamo, fosse essa in rete o meno. E in ogni caso il test di Andrea, alla pagina successiva, è andato meglio, dunque date un’occhiata anche alla sua esperienza.

Non siamo assolutamente soliti partire dal lato visivo e sonoro, ma in questo caso ci sentiamo costretti a farlo. Prima di tutto, i ragazzi di Arc System hanno deciso di dare una forte impronta al titolo mettendo, come main theme del menù, un brano che si sposa bene rispetto a un gioco dedicato a Dragon Ball, ma che per genere è definibile come “metal”. Roba impensabile per le scorse iterazioni della serie. Per dire. Ma soprattutto ad averci colpito è stato il lato tecnico, che offre una fluidità micidiale unita a un impatto visivo devastante. Il tanto decantato pareggio di qualità rispetto alla serie animata è stato raggiunto, se non superato, e il tutto risulta un’autentica gioia per gli occhi.

Pad alla mano, le cose sono risultate positive, ma non altrettanto strabilianti. Dragon Ball FighterZ mantiene infatti le caratteristiche tipiche di un gioco tratto dall’universo di Akira Toriyama, ma allo stesso tempo lo stile, presente in quest’occasione, degli Arc System Works appare in leggero contrasto con queste ultime. Teletrasporto e onda energetica non si incastrano sempre alla perfezione con il concetto di picchiaduro “old school”, e sarà compito dei developer fare in modo che questi due fattori possano accontentare tutti, piuttosto che nessuno – un rischio non da poco. Allo stato attuale delle cose, pare che la confusione e gli effetti speciali siano un po’ troppo presenti in Dragon Ball FighterZ, forse a causa di un tentativo troppo azzardato di venire incontro all’accessibilità per tutti, indiscriminatamente.

Che cosa intendiamo dire? Partiamo dalla mappatura dei tasti, che, come vi avevamo già segnalato, prevede la classica ripartizione da vecchia scuola tra attacco leggero, medio e pesante. C’è anche l’attacco speciale, in grado di generare un putiferio a base di sfere d’energia nelle più svariate forme. A questi comandi essenziali se ne accompagnano altri che prevedono un inseguimento ai danni dell’avversario oppure il “cambio” con un nostro alleato, che potrà prendere a tutti gli effetti il nostro posto, oppure semplicemente darci una mano quando saremo in difficoltà. Non poteva chiaramente mancare la possibilità di ricaricare l’aura o ancora quella di comparire dietro al nemico per prenderlo di sorpresa, come d’altra parte richiede la licenza.

La totale assenza di un qualsivoglia tutorial (o di un moveset) non ci ha assolutamente agevolato il compito, e ci chiediamo perché non ne fosse presente uno, dato che non sarebbe costato chissà quale sforzo. Capire cosa fare e come farlo, visto che certe azioni richiedevano una combinazione di tasti, non è stato semplice o piacevole. Speriamo che la cosa possa essere corretta in occasione della release, ancora lontana, per la verità, dato che questo gioco di Dragon Ball è certamente più tecnico di quelli usciti in precedenza, fossero essi in due o tre dimensioni.

Concludiamo questa nostra “scarrellata” di prime impressioni sulla beta segnalando l’ottimo bilanciamento dei personaggi, capaci di brillare per caratteristiche diverse senza essere troppo forti o troppo deboli – personaggi che erano 11 in totale, ossia Goku, Vegeta, Gohan, Piccolo, Crilin, Trunks, N.18, N.16, Freezer, Cell e Majin Bu. Certamente meglio dovranno essere gestiti i tag e la possibilità di utilizzare le mosse speciali, senza necessariamente raggiungere la perfezione di Marvel vs. Capcom, ma almeno provando ad avvicinarsi a quest’ultima.

Il parere di Dario

Dragon Ball FighterZ è certamente uno dei titoli legati a Dragon Ball potenzialmente più interessanti di sempre, ma non è tutto rose e fiori, e diversi aspetti del gioco devono ancora essere puntualizzati. Speriamo venga fatto prima della release, ancora piuttosto lontana. E rimane ancora in totale oscurità un aspetto non trascurabile come quello della storia offline, un settore in cui Arc System Works ha dimostrato di saperci fare. Eccome. La parola ora al collega Andrea.

2 COMMENTI

Comments are closed.