Una notizia che sta girovagando sul web da un paio di giorni racconta di una rivoluzione normativa che avverrà, con molte probabilità, nel paese più popolato al mondo: la Cina.

Generatrice dei migliori videogiocatori di molti e-sports sia per motivi probabilistici che per la mole di tempo che i cinesi dedicano alle proprie passioni (anche al di fuori dell’ambito videoludico), La Cina, o meglio il legislatore cinese, ha deciso improvvisamente di imporre dei paletti ai minorenni nell’ambito dei videogiochi, visti come un ostacolo alla sanità mentale, alla vista e alle prospettive negli studi in caso di dipendenza.

Nello specifico, i tre vincoli cui saranno sottoposti i giovani cinesi sono i seguenti:

  • Non potranno giocare più di 90 minuti al giorno ai videogiochi. Il limite di tempo si estende a 180 nel weekend.
  • Non sarà più possibile giocare fra le 22:00 e le 8:00, anche in occasione dei festivi.
  • Sarà presente un tetto massimo di spesa mensile per le microtransazioni pari a circa 50 €.

Le regole sono estremamente stringenti e probabilmente verranno raggirate dalla massa, anche e soprattutto perché sarà molto complesso riuscire a sviluppare degli adeguati sistemi di controllo per tutta la popolazione.