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The Way Of Life di Cyber Coconut

10 situazioni. 3 personaggi. 1 capolavoro.

Il metodo più veloce ed efficace per capire la decisione di premiare The Way Of Life come miglior gioco della fiera sarebbe quello di aprire Steam hic et nunc e vivere voi stessi, in prima persona, questa meravigliosa esperienza videoludica. Se potete, fatevi questo regalo e ascoltate questo consiglio spassionato.

Non vi fidate? Ennesimo giochino Indie dalla grafica pixellosa dite?

Bene, se mi concedete ancora qualche minuto del vostro tempo ho qui qualcosa che fa al caso vostro! Proverò, con estrema paura di non rendergli meritata giustizia, a raccontarvi la storia del nostro amore, un colpo di fulmine di quelli che, si dice, capitino una sola volta nella vita.

Ebbene, stavo tranquillamente passeggiando tra uno schermo e l’altro in quel di Modena alla ricerca di un altro titolo da provare, quando all’improvviso il mio sguardo viene catturato da una postazione libera di fronte a una schermata completamente bianca con delle porte colorate nel centro.

Incuriosito, mi avvicino e rivolgendomi al ragazzo lì presente domando se fosse possibile provare il gioco. Nicolò, questo il nome dello sviluppatore mi fa accomodare e, vincendo un po’ di timidezza iniziale, comincia a spiegarmi sempre più emozionato in cosa consiste il suo The Way Of Life, spinto probabilmente anche dal mio manifesto interesse.

L’idea è tanto poetica quanto geniale: il gioco ci mette di fronte a 10 situazioni tipiche della vita che potremo rivivere dagli occhi di un bambino, di un adulto e di un anziano. Ogni personaggio, esattamente come nella realtà, vive le varie situazioni in modo completamente differente a seconda dell’età con cui le affronta e questo si concretizza, in termini di gioco, in un differente contesto, una diversa palette cromatica e un diverso gameplay.

Prendiamo l’esperienza dell’incubo: l’anziano manifesterà in esso tutta la sua paura per la Morte e lo vedrà partecipe di una lenta e affannosa fuga dal tristo mietitore, lungo un pericoloso sentiero ricco di insidie e caratterizzato a livello visivo da dei rossi infuocati che potrebbero ricordare l’illustrazione dell’Apocalisse. Diversamente, il bambino sarà vittima di un tentacoloso mostro pronto ad uscire dall’armadio e divorarsi l’anima innocente. Anche in questo caso saremo protagonisti di una fuga, ma questa sarà decisamente più al fulmicotone, fatta di scatti e balzi su piattaforme che si vanno via via materializzando tra i colori blu e viola che potrebbero ricordare quelli di una galassia lontana lontana.

L’adulto, di cui purtroppo non ho avuto modo di provare l’incubo, si muoverà, invece, sempre in grigi scenari in cui le uniche note di colore saranno date dagli oggetti di un qualche interesse per il personaggio. Una scelta veramente d’impatto che, tramite il solo uso delle gradazioni cromatiche, riesce a descrivere una caratteristica peculiare di questa fase della vita, ovvero il perdere di vista un po’ tutto il mondo che ci circonda, oberati dagli impegni quotidiani. O, interpretando diversamente, il focalizzarsi solo e soltanto sugli obiettivi che riteniamo più importanti, trascurando tutto il resto.

Ok, questo era giusto per darvi un’idea di come, a grandi linee, il gioco funziona, ma seguitemi ora nell’esperienza del “confronto” vissuto nei panni dell’anziano, l’ultimo capitolo che ho avuto il piacere di provare, su suggerimento di Nicolò, e che ha sancito, in modo definitivo, il mio amore per The Way Of LIfe.
Il livello si apre con delle tenui tinte arancioni di una soleggiata mattina in città. Il nostro alter ego si ritrova ad assistere ad un violento litigio tra due ragazzini per un giocattolo.

Cerco di muovermi, ma al primo passo mi accorgo di un dettaglio a cui non avevo fatto caso precedentemente: la visuale del personaggio scivola per un breve istante anche dopo aver rilasciato l’analogico. Mi giro verso Nicolò il quale, nel mentre, mi sta informando sul fatto che sia possibile risolvere ogni situazione di gioco in più di un modo, e mi conferma che, come avevo immaginato, questo piccolo accorgimento vuole sottolineare come, in questa fase della vita, anche il più piccolo movimento possa rappresentare una vera e propria sfida, non avendo più il totale controllo del nostro corpo.

Procedo quindi separando i due ragazzini e con loro mi dirigo verso il mercato della città. Dopo una breve fase esplorativa mi accorgo che ad una bancarella è possibile acquistare un giocattolo identico a quello per cui era nato il litigio di poco fa. Bene, questa potrebbe sicuramente essere una soluzione al problema, ma sarebbe la più semplice, pertanto decido di proseguire nell’esplorazione. Giro faticosamente tra i vari espositori e finalmente giungo ad un carretto di Hot Dog con il quale noto che si può interagire.

Compro un panino e, dopo un attimo di esitazione, finalmente capisco: se voglio veramente dare una lezione ai due bambini, devo mostrare loro il valore della condivisione con un atto esemplare e non viziare entrambi acquistando un nuovo gioco. Pertanto, mi dirigo verso un senzatetto che ricordo di aver incrociato precedentemente lungo la strada e gli offro il pasto appena comprato, mentre su schermo compaiono i pensieri del nostro personaggio che riflette sui valori che abbiamo il dovere di trasmettere alle generazioni del futuro, mostrando loro la nostra umanità.

Così si conclude la mia esperienza con il titolo dei Cyber Coconuts, un gioco che, in pochi minuti, è riuscito a generare in me un vero e proprio tripudio di emozioni e che, ancora una volta, mi ha convinto della potenza e delle potenzialità del videogioco come medium del nostro secolo.

Sfortunatamente, l’arrivo di The Way Of Life non è previsto né sulle console Sony, né sui dispositivi mobile, ovvero i sistemi di cui generalmente PlayStationBit si occupa, ma non potevo davvero fare a meno di parlare di questo piccolo gioiello indipendente del nostro Paese.

Se sono riuscito ad incuriosirvi almeno un po’, qui potete scaricare gratuitamente da Steam i primi 3 “capitoli” del gioco: sogno, incubo e confronto. Le altre 7 esperienze arriveranno, presumibilmente ad un minimo costo, nel corso del 2017. Come dicevo qualche riga sopra, fatevi un favore e provatelo, non ve ne pentirete.

 

Grazie a tutti per averci seguito fino a qui! Per ricompensarvi della fatica, abbiamo pensato di raccogliere tutti i video dei giochi nominati nell’ultima pagina dell’articolo, in modo da averli comodamente tutti sotto mano, qualora foste interessati a vedere con i vostri occhi qualcosa in più.

Sperando abbiate gradito questo speciale, auguriamo a tutti voi una buona visione e vi ricordiamo di restare sintonizzati su queste pagine per gli aggiornamenti sul florido e meraviglioso panorama italiano dei giochi Indie!

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Sonaro dalla nascita. Muove i primi passi nel mondo videoludico all'età di 5 anni quando gli viene regalata la PS1; scoprendo Crash CTR e Rayman 2: The great escape nasce quella che diventerà la sua più grande passione: i videogiochi. Lo svezzamento passa per l'era PS2 dove il "Trittico" Jak&Daxter/Ratchet&Clank/KingdomHearts, come una freccia di Cupido, rende indissolubile il suo amore per la materia. Al fianco di queste Pietre Miliari è d'obbligo citare anche l'impareggiabile Dragonball Z: Budokai Tenkaichi 3, compagno di mille e uno battaglie con gli amici, nonché responsabile principale della sua miopia. La piena maturità viene raggiunta con il lancio di PS3, la quale gli permetterà di scoprire e apprezzare più o meno tutti i generi esistenti, da Mirror's Edge a Bayonetta, passando per Uncharted, Heavy Rain e molti altri. Tra le altre cose adora Batman e i supereroi (sì, Batman fa categoria a sé) in tutte le salse, la saga di Matrix e i libri di Chuck Palahniuk.

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