Dopo solamente poche settimane dall’intervista a Kent Mudle, creative director di The Walking Dead: The Final Season, emergono altre novità sulla chiusura di Telltale Games. Sulle pagine di The Verge, infatti, è emerso che l’ormai scomparsa software house aveva stretto un accordo di collaborazione con Night School Studio per sviluppare un gioco dedicato a Stanger Things, popolare serie televisiva pubblicata su Netflix.

Le due compagnie avevano già lavorato insieme nel 2016 su un gioco mobile dedicato a Mr. Robot, altra celebre serie TV di Netflix, e il successo riscontrato aveva spinto Pete Hawley, amministratore delegato di Telltale, a contattare Night School Studio per un nuovo progetto. L’obiettivo di Hawley, secondo un ex-dipendente della software house, era quello di collaborare con altri team per esplorare nuovi tipi di design e narrazione: “Hawley incominciava a pensare che la formula sviluppata dalla nostra compagnia stesse iniziando a diventare stagnante, per questo voleva sperimentare nuove cose. Voleva far diventare Telltale un publisher di giochi sviluppati da terze parti”.

A conferma di questa dichiarazione sono arrivate le parole di un membro interno di Night School Studio: “La collaborazione con Telltale era una grande opportunità, avevano idee molto ambiziose”. Stando a quanto emerso dall’analisi effettuata da The Verge, le due software house avrebbero iniziato a pensare a un gioco strutturato come un ponte che potesse collegare la seconda e la terza stagione di Stranger Things. Nei mesi successivi, però, i contatti tra i due studio divennero sempre meno frequenti e Telltale, inoltre, tardava con i pagamenti dovuti al piccolo team. Poi, all’improvviso, la chiusura: “Stavamo avendo diverse difficoltà con il publisher, ma non credevamo fossero segni premonitori di quanto stava per accadere. Non avevamo idea ci fosse qualcosa di così grande. Il nostro progetto è stato immediatamente gettato nel limbo, siamo passati dall’essere orgogliosi ed entusiasti per questo gioco a dover cercare secchi per gettare via l’acqua dalla nave. Sono stati tre mesi molto difficili”.